A causa del clima gli uccelli europei stanno emigrando al Nord: aumentano da noi le specie aliene

Gli effetti negativi sulle specie degli ambienti agricoli si sono manifestati in particolare nella regione mediterranea e nell'Europa occidentale e centrale

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I cambiamenti climatici in atto riscrivono la geografia degli uccelli europei. Le aree di riproduzione si sono spostate, in media, di 28 chilometri verso nord, circa un chilometro all’anno; sono 57 le specie alloctone che si riproducono nel Vecchio Continente, significa che una specie su dieci è stata introdotta da altri Paesi, e 39 di queste specie sono state documentate per la prima volta negli ultimi tre decenni. Sono alcuni dei dati che emergono dal nuovo Atlante europeo degli uccelli nidificanti “Ebba2”, presentato oggi da Lipu-BirdLife Italia. Non solo clima. Anche il consumo di suolo e l’agricoltura intensiva stanno provocando cambiamenti profondi: i notevoli cambiamenti nei paesaggi e nel clima europei hanno provocato l’estinzione di alcune specie autoctone come ad esempio la quaglia tridattila o di altre specie che colonizzavano naturalmente il continente europeo come il piccolo rondone indiano. In generale, il nuovo Atlante europeo evidenzia i notevoli cambiamenti che si sono verificati nell’avifauna continentale negli ultimi 30 anni. Il 35% di tutte le specie autoctone ha aumentato l’areale di riproduzione, tra cui l’airone guardabuoi, la cutrettola testagialla orientale o il gabbiano corallino. Il 25% delle specie ha invece mostrato una diminuzione dell’areale, come ad esempio il combattente, l’otarda, la ghiandaia marina e l’ortolano.

Gli effetti negativi sulle specie degli ambienti agricoli si sono manifestati in particolare nella regione mediterranea e nell’Europa occidentale e centrale. Per quanto riguarda l’Italia (dove lo stato di salute delle campagne peggiora di anno in anno) tra il 2000 e il 2019 si sono dimezzati allodole, rondini, cardellini e passeri, un tempo comuni. E per alcune specie è andata peggio: il saltimpalo è diminuito del 73%, il calandro del 72%, il torcicollo del 71% e l’averla piccola del 62%. Lo rileva il progetto Fbi (Farmland bird index) che la Lipu ha inviato all’Ebcc per la realizzazione del nuovo Atlante europeo. Sono le aree di pianura a far registrare il trend peggiore (-46%) rispetto a quello nazionale o degli ambienti di collina o di montagna. ”L’Fbi, indice di popolazione di 28 specie che vivono principalmente nelle zone agricole, come tortora selvatica, usignolo, cutrettola e storno – spiega Laura Silva dell’Area conservazione natura della Lipu – ha mostrato un valore, nel 2019, pari a -26%, con ben 16 specie su 28 che registrano trend negativi o fortemente negativi, con sette specie stabili e solo cinque in aumento”. Mentre le specie tipiche degli ambienti agricoli sono in diminuzione, quelle forestali risultano in aumento, probabilmente anche a causa dell’abbandono delle pratiche agricole in aree marginali con conseguente ricrescita delle foreste. Un’altra tendenza è rappresentata dagli uccelli specialisti delle praterie montane e della tundra, delle paludi e delle brughiere, che stanno perdendo terreno in parti sostanziali dei loro range.

Secondo Petr Vo?íšek, della Società Ceca di Ornitologia e membro del team di coordinamento Ebba2, le politiche e direttive ambientali, laddove attuate, possono essere efficaci: “Molte specie di interesse europeo per la conservazione hanno sofferto un calo, ma ci sono anche storie positive che indicano che la conservazione della natura funziona. Molte specie protette dalla legislazione internazionale, come l’aquila di mare, hanno aumentato la loro distribuzione in Europa. Una tendenza che si legge anche nell’aumento della distribuzione riproduttiva di alcune specie delle zone umide interne che hanno beneficiato di una migliore protezione delle specie e dei loro habitat, come per esempio il tarabuso e l’avocetta”. “Questo Atlante è una pubblicazione chiave, una guida indispensabile per pianificare il futuro lavoro di conservazione nel nostro continente – spiega Claudio Celada, direttore Area conservazione natura della Lipu-BirdLife Italia – Aiuta i professionisti a comprendere i cambiamenti nella distribuzione di tutte le specie nel corso degli anni e quindi mette chiaramente in evidenza dove concentrare le attività di conservazione delle specie e di ripristino degli habitat”.