Astronomia, rilevato per la prima volta il campo magnetico di un esopianeta: fattore positivo per l’abitabilità

A rivelare l’esistenza del campo magnetico sono stati dei segnali radio provenienti da un esopianeta nel sistema Tau-Bootis

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Il campo magnetico di un pianeta è importante in quanto riesce a proteggerlo dalle pericolose radiazioni stellari. Questo rappresenta un fattore positivo per quanto riguarda l’abitabilità del pianeta stesso. Ora per la prima volta è stato rilevato il campo magnetico di un esopianeta. Lo studio che ha portato a questa scoperta è opera di un team di astronomi internazionale, coordinato dalla Cornell University, ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics.

A rivelare l’esistenza del campo magnetico, sul genere di quello posseduto da Giove o dalla stessa Terra, è stato un segnale radio provenienti da un esopianeta nel sistema Tau-Bootis. Il segnale è stato rilevato grazie al radiotelescopio europeo Lofar, una rete di 50mila antenne collocate in tutta Europa e in grado di operare a frequenze molto basse, un dominio energetico ancora poco esplorato.

Gj 3512b esopianeta stellaNel nuovo studio, il team di Turner ha esaminato tre sistemi di esopianeti già conosciuti: 55 Cancri, Upsilon Andromedae e Tau Boötis. Tau-Bootis è un sistema binario a cinquanta anni luce dalla Terra ed ospita (almeno) un gigante gassoso in orbita stretta, battezzato Tau Bootis-b. Fino ad ora le ricerche avevano stabilito la massa e le orbite di numerosi esopianeti, ma è la prima volta che viene rilevato anche un campo elettromagnetico. Per quanto riguarda la questione abitabilità, tuttavia, in questo caso Tau-Bootis-b sarebbe comunque troppo caldo. “Crediamo in un’emissione da parte del pianeta stesso”, spiega l’autore. “Il campo magnetico degli esopianeti può contribuire alla loro possibile abitabilità, ha spiegato l’astronomo e primo autore dello studio Jake Turner, “schermando la propria atmosfera dal vento solare e dai raggi cosmici e proteggendo, quindi, il pianeta dalla perdita di atmosfera”.

Il segnale, se sarà confermato da osservazioni future, potrebbe diventare la prima emissione radio catturata da un pianeta al di fuori del nostro Sistema solare. Il segnale, infatti, è molto debole e dovrà ancora essere confermato anche da altri telescopi a bassa frequenza prima che i ricercatori possano dimostrare la vera origine delle emissioni radio. “Non possiamo escludere i brillamenti stellari come fonte delle emissioni”, spiegano i ricercatori. “Rimangono, quindi, alcune incertezze sul fatto che il segnale radio rilevato provenga dal pianeta. La necessità di osservazioni di follow-up sarà fondamentale”.