E’ stato firmato alla vigilia di natale l’accordo tra Gran Bretagna e Unione Europea sulla Brexit. Dal primo gennaio 2021 la Gran Bretagna non farà più parte ufficialmente dell’Unione Europea e sono tantissimi i cambiamenti ai quali si andrà incontro. I più importanti riguardano gli spostamenti: la libertà di movimento, dal nuovo anno, cessa di esistere. Per viaggiare nel Regno Unito e restarci fino a tre mesi, sarà necessario il passaporto (senza visto), chi invece vorrà stare più a lungo, per motivi di lavoro o studio avrà bisogno di visti analoghi a quelli richiesti attualmente agli stranieri non comunitari. Verranno inoltre introdotte liste di priorità legate al possesso di un contratto di lavoro già garantito, con un salario minimo annuo lordo da 25.600 sterline, per limitare gli ingressi, anche dall’UE. Il tutto all’interno di un sistema di filtro degli ingressi Oltremanica a punti in cui si valutera’ fra l’altro il livello delle proprie specializzazioni e la padronanza della lingua inglese.
I cambiamenti sono destinati a coinvolgere chi sogna Oxford e Cambridge o una delle tante altre universita’ britanniche dove le presenze italiane sono una costante consolidata. Chi si vorrà iscrivere, dal 2021 dovrà pagare una retta piena, così come gli extracomunitari, che varia in base agli atenei e può arrivare anche a superare i 30 mila euro per un anno accademico. La Gran Bretagna, inoltre, esce dal programma Erasmus di scambi fra studenti europei, considerato troppo oneroso dal governo Tory di Boris Johnson e utilizzato finora piu’ dai ragazzi continentali per periodi di studio sull’isola che non dai giovani britannici attratti dagli atenei dei Paesi Ue. Londra ha però annunciato di voler sostituire il piano Erasmus con un nuovo schema di scambi globali, allargato agli atenei americani o asiatici, intitolato al matematico inglese Turing: programma per il quale il ministro dell’Istruzione, Gavin Williamson, ha promesso oggi uno stanziamento iniziale da 100 milioni di sterline, in grado di coprire dall’anno prossimo i costi di soggiorni di studio globali a 35.000 studenti isolani, contro i 15.000 circa dell’ultimo Erasmus.
Quanto a coloro che sono gia’ residenti sull’isola (circa 4 milioni di europei, inclusi oltre 700.000 italiani), il mantenimento dei diritti pre Brexit resta soggetto all’iscrizione, al piu’ tardi entro giugno 2021, nel registro del cosiddetto ‘Eu Settlement Scheme’, istituito in forma digitale presso l’Home Office a tutela di un trattamento equiparato a quello dei cittadini britannici.


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