Per 4 regioni che possono tirare un sospiro di sollievo, ce n’è un’altra che si vede sospendere un’ordinanza. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà, sulla base dei dati della Cabina di Regia riunitasi oggi, una nuova ordinanza con cui si dispone la zona gialla per le regioni Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte e l’area arancione per la regione Abruzzo. L’ordinanza sarà in vigore dal 13 Dicembre.
Continua, però, il caso Abruzzo, finito davanti al Tar. Il Presidente Marco Marsilio, con sua ordinanza, aveva imposto la zona rossa per contrastare il coronavirus dal 18 novembre e il Ministero della Salute aveva confermato quel provvedimento con un’ordinanza in vigore dal 22. Trascorsi i 21 giorni in zona rossa, Marsilio ha firmato un’altra ordinanza per far entrare la regione in zona arancione il 7 dicembre.
Ma per il governo i 21 giorni sarebbero scaduti il 9 dicembre, e quindi il passaggio in zona arancione sarebbe dovuto avvenire dopo quanto stabilito dall’ordinanza di Marsilio. Così il Governo, tramite l’Avvocatura distrettuale dello Stato, ha depositato il ricorso contro l’ordinanza in questione presso il Tar dell’Aquila. Risultato: il Tar dell’Aquila ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata. Secondo quanto si apprende, e’ atteso comunque nelle prossime ore il pronunciamento della Cabina di Regia che dovrebbe far scattare da domenica 13 dicembre il passaggio della regione da zona rossa ad arancione.
Tar: “Da Regioni solo provvedimenti più restrittivi”
“In presenza di specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, le Regioni possono autonomamente adottare provvedimenti derogatori solo in senso piu’ restrittivo mentre gli eventuali ampliamenti migliorativi avrebbero presupposto il formale atto d’intesa con il Ministero della Salute. Nel caso in esame, in assenza dei presupposti di legge, e’ stato adottato un provvedimento ampliativo delle possibilita’ di interazioni fisiche tra le persone senza che fosse conseguito il prescritto atto d’intesa con il Ministero della Salute”. E’ quanto si legge nelle motivazioni del decreto monocratico scritto dal presidente del Tar L’Aquila Umberto Realfonzo.
Marsilio: “Insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa”
“La pervicace azione del Governo produce come risultato l’insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa, per un giorno, di una regione che da due settimane mostra valori stabilmente arancioni, ormai persino tendenti al giallo“, ha dichiarato il presidente Marsilio. “Dopo che il Tar ha negato per due giorni l’esistenza di un ‘pericolo’ cosi’ grave da giustificare un provvedimento d’urgenza, era chiaro che oggi il Governo avrebbe potuto provocare solo il risultato di vedere una regione cambiare colore tre volte in tre giorni. Incuranti delle conseguenze pratiche nella vita delle persone, pur di poter esibire lo scalpo del reprobo Abruzzo. Mi sento con la coscienza a posto: ho tutelato la salute dei cittadini adottando senza indugio le misure restrittive necessarie, e ho agito di conseguenza quando i dati mostrano un numero di guariti doppio o triplo dei nuovi contagiati da una settimana, tenendo conto della tenuta economica del territorio. A un atteggiamento pragmatico e aderente alla realta’ dei fatti- ha concluso Marsilio– il governo preferisce una rigida e tetragona applicazione burocratica delle norme. Rifiutandosi, come ha fatto sin dal 2 dicembre scorso, di applicare un potere di deroga che e’ previsto dalle norme stesse, senza dare nessuna spiegazione di questo rifiuto”.
Piemonte in zona gialla
Il Piemonte è pronto a lasciare la zona arancione per passare a quella gialla. ”Ho appena ricevuto la telefonata del ministro della Salute Speranza e, come avevo anticipato, confermo che da domenica 13 dicembre il Piemonte sarà in zona gialla. Si tratta di un risultato importante perché tante attività potranno ripartire, ma dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione in tutti i nostri comportamenti. Non possiamo vanificare i tanti sacrifici fatti finora”, ha dettoil presidente della Regione Alberto Cirio.
Basilicata in zona gialla
Buone notizie arrivano invece per la Basilicata. La regione si trova in zona arancione dallo scorso 11 novembre secondo la divisione per fasce adottata dal Governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus in Italia. Ma tra pochi giorni, avverrà il passaggio alla fascia di rischio minore, quella gialla. “Sulla base dei dati epidemiologici riscontrati negli ultimi giorni, da domenica 13 dicembre la Basilicata rientrera’ nella zona gialla”. Lo ha reso noto l’ufficio stampa della Giunta regionale, specificando che “e’ quanto emerso nel corso di un confronto tra il presidente della giunta regionale, Vito Bardi, e il ministro della Salute, Roberto Speranza“.
“Calabria in zona gialla ma serve comportamento responsabile”
“Il ministro Speranza mi ha appena comunicato che la Calabria andrà in zona gialla da domenica prossima, dopo la pubblicazione del relativo provvedimento in Gazzetta ufficiale, previsto per domani”. Lo riferisce il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì. “È una conferma – prosegue – di un trend positivo reso possibile dal comportamento dei calabresi e dall’organizzazione del nostro sistema sanitario. Essere in zona gialla non risolve però il grave problema rappresentato dal Covid. Il virus è attivo e continua a vivere in mezzo a noi. I Calabresi dovranno continuare a mantenere un comportamento responsabile, saper gestire – con doveroso autocontrollo – ogni attività personale, familiare e sociale, al fine di evitare un peggioramento di cui conosciamo, abbondantemente, gli effetti nefasti. Lo dobbiamo alle persone care che molti di noi hanno perduto, lo dobbiamo a chi ancora sta soffrendo ricoverato in ospedale, lo dobbiamo ai più deboli e a tutti coloro i quali, pur non contagiati, potrebbero diventarlo per una leggerezza imperdonabile. Da domenica – conclude il presidente Spirlì –, occhi aperti e self control. La zona gialla consentirà, finalmente, la ripresa delle attività commerciali che erano state fermate. Ma le nuove disposizioni non dovranno essere considerate una sorta di tana libera tutti, perché, purtroppo, il Covid-19 non è un gioco».


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