“Oggi pomeriggio con il ministro Speranza e il commissario Arcuri abbiamo convocato una riunione operativa con tutte le regioni sui vaccini perché è importante stabilire il numero dei primi soggetti” da vaccinare. “Possiamo parlare di gennaio con certezza per la distribuzione dei vaccini. E probabilmente anche di tempi più rapidi di quelli che erano stati inizialmente previsti”. Così il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia a Skytg24.
“Il parlamento è sempre sovrano, ma chi dovesse votare a favore di una norma che allenta i vincoli dovrà risponderne. Noi continuiamo ad essere rigorosi. Se vogliono rimuovere i vincoli su tutti i comuni italiani ci troveranno contrarissimi, se vogliono un chiarimento sui piccoli comuni avranno un chiarimento. Se no il mio parere è contrario e quello di Speranza anche. Siamo ancora nella fase piu’ critica e – ha aggiunto – se a dicembre i comportamenti non saranno rigorosi, il rischio della terza ondata e’ abbastanza certo”. L’appello agli italiani e’ dunque quello di “rispettare le regole e mantenere il massimo di attenzione“.
“Non c’e’ nulla da festeggiare perche’ siamo in piena pandemia, perche’ dobbiamo uscirne, perche’ lo stiamo facendo con un sacrificio eccezionale degli operatori sanitari, delle forze dell’ordine e delle forze armate; ci sono molti italiani e italiane che ogni giorno escono di casa e fanno 2-3 lavori. E lo stiamo facendo con i sacrifici dei commercianti che non aprono le saracinesche delle loro attivita’, degli insegnanti che fanno un’attivita’ in presenza a distanza”, ha detto questa mattina Boccia, parlando delle prossime festivita’ natalizie con i giornalisti a margine di un incontro con la sindaca, Giovanna Bruno, e il prefetto della Bat, Maurizio Valiante, sulle misure di contrasto al Covid-19 e sul piano di riequilibrio finanziario del Comune. “Lo stiamo facendo – ha sottolineato – con il sacrificio di moltissime persone, che stanno facendo delle rinunce. Tutte queste rinunce significano rispetto per le vite umane, che non ci sono piu’ e per quelle che dobbiamo ancora salvare”.


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