Coronavirus, la reazione del ministro Lamorgese e quel raccapricciante retropensiero del Governo

Coronavirus, le parole del ministro Luciana Lamorgese dopo la notizia della positività al tampone e il retropensiero che lascia trasparire sulla linea del Governo nei confronti dei positivi

Io che sono sempre stata attentissima, non capisco come sia possibile. Eppure è successo davvero non riesco a comprendere come sia potuto accadere”: le prime parole del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, dopo la positività al Coronavirus appresa lunedì pomeriggio durante il Consiglio dei Ministri, lasciano trapelare il preconcetto che i massimi rappresentanti del Governo vivono nei confronti dei positivi al Covid-19, considerati colpevoli di essersi contagiati. Il Ministro si sorprende di essere positiva nonostante abbia sempre rispettato le norme, come se bastasse indossare la mascherina e mantenere la distanza per azzerare il rischio di contagio.

In realtà, se da un lato è vero che essere attenti può certamente aiutare e diminuire il rischio di contagiarsi, non bisogna mai dimenticare che il rischio zero non esiste e che il contagio può avvenire in tanti e tali modi che chiunque, pur attenendosi in modo particolarmente rigido alle norme, può finire contagiato. E non è ovviamente una colpa. I positivi, che nella stragrande maggioranza dei casi (oltre il 95%) non sono malati perchè asintomatici o paucisintomatici, non sono neanche colpevoli rispetto a una situazione di assoluta normalità rispetto a qualsiasi virus delle alte vie respiratorie, che si trasmette analogamente a quelli delle comuni influenze stagionali e rispetto a cui nessuno assume questo tipo di misure precauzionali e nessuno si sente colpevole in caso di contagio.

L’augurio al Ministro Lamorgese è doppio: che il contagio non gli crei alcuna malattia, e che quindi rimanga asintomatica e non abbia alcun problema dal virus, e al tempo stesso che impari la lezione e la trasmetta a tutto il Governo. Pur comportandosi in modo assolutamente integerrimo rispetto alle norme anti-contagio, ci si può beccare il virus. Il rischio zero non esiste e chi si contagia non ha alcuna colpa.