Coronavirus, monitoraggio Ministero della Salute-ISS: “Rt sotto 1 in 16 regioni e riduzione della trasmissibilità. 3 Regioni a rischio alto”

L'epidemia di Coronavirus in Italia continua a mostrare una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente e questo è un segnale di efficacia delle misure

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Sono tre le regioni italiane giudicate a rischio ‘alto’ in merito all’emergenza coronavirus, secondo la bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss. Si tratta di Puglia, Sardegna e Calabria (giudicata non valutabile e quindi equiparata alla fascia di rischio maggiore). Gran parte delle Regioni sono considerate a rischio moderato mentre Basilicata e Campania sono considerate a rischio basso.

L’epidemia in Italia seppur mantenendosi grave a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali, continua a mostrare una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente e questo è un segnale di efficacia delle misure di mitigazione introdotte. Nella maggior parte del territorio la trasmissibilità è compatibile con uno scenario di tipo 1, con tutte le Regioni/Province Autonome, tranne 5, con un Rt puntuale nel suo valore medio minore di uno. Queste 5 Regioni sono: Calabria (1.06), Lazio (1.04), Molise (1.38), Veneto (1.13) e Toscana (1.01).

Sono 16 le Regioni italiane che hanno un indice di contagio inferiore a 1: Abruzzo, 0.85; Basilicata, 0.76; Campania, 0.74; Emilia Romagna, 0.99; Friuli Venezia Giulia, 0.92; Liguria, 0.68; Lombardia, 0.93; Marche, 0.74; Piemonte, 0.72; provincia autonoma di Bolzano, 0.8; provincia autonoma di Trento, 0.83; Puglia, 0.89; Sardegna, 0.61; Sicilia, 0.79; Umbria, 0.71; Valle d’Aosta, 0.79.

“L’impatto della epidemia” di Covid-19 “sui servizi sanitari assistenziali rimane alto: 18 Regioni e province autonome, al primo dicembre, avevano superato almeno una soglia critica in area medica o terapia intensiva. Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale”, evidenzia il rapporto. “L’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto e’ necessario raggiungere livelli di trasmissibilita’ significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedali.  Si continua ad osservare una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (62.617 contro 77.541della settimana precedente): questo dato, insieme all’aumento nella percentuale dei casi rilevati attraverso attivita’ di tracciamento dei contatti (24,7% contro 17,1%) suggerisce un miglioramento dell’attivita’ di tracciamento stessa”.

“Sebbene in miglioramento, permane una diffusa difficolta’ nel mantenere elevata la qualita’ dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestivita’ (ritardo di notifica dei casi) sia per completezza. Il dato epidemiologico analizzato e’ relativo alla settimana 23-29 novembre 2020 che al momento e’ il dato consolidato piu’ recente disponibile”. Come conseguenza “questo puo’ portare ad una possibile sottostima della velocita’ di trasmissione e dell’incidenza“.

Questo andamento deve portare alla massima attenzione nella adozione e rispetto delle misure, evitarne un rilassamento prematuro e mantenere elevata l’attenzione nei comportamenti. Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi, evidenzia ancora il report.