Coronavirus, Rezza: “assembramenti all’aperto meno pericolosi rispetto a stare in famiglia dentro casa”. Scuole chiuse anche a Gennaio?

Diminuisce l'incidenza dell'epidemia ma il numero dei morti è elevato: dubbi sulla ripartenza della scuola a gennaio

MeteoWeb

Diretta della conferenza stampa del 15 dicembre sull’analisi della situazione epidemiologica Covid19 con il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza.

“Oggi abbiamo dati contrastanti: i positivi oggi sono oltre 14 mila, ma sono stati fatti numerosi tamponi, quindi siamo sotto il 10% per la positività. Diminuisce anche il trend delle terapie intensive. Purtroppo però il dato dei morti è molto elevato: 846 decessi. C’è anche un problema di segnalazione non tempestiva dei decessi”, precisa Rezza. “Il leggero miglioramento del numero si positivi e di nuovi casi indica che le misure in parte hanno funzionato, ma il numero dei decessi fa emergere la violenza di questa nuova ondata epidemica“, sottolinea ancora Rezza.

Quando l’epidemia ‘matura’, secondo il Direttore Generale della Prevenzione, diminuisce l’Rt ma vediamo i casi più gravi. “Quando si allentano le misure i casi aumentano e quando si stringono le misure aumentano i casi – precisa ancora Rezza – e i posti occupati in terapia intensiva ne sono la prova”. Quando vedremo gran parte dell’Italia in zona gialla “non vuol dire che il pericolo sarà scampato”, ha precisato Rezza.

Scuola

“E’ ancora presto per dire se effettivamente a gennaio si potranno riaprire le scuole. Il nostro obiettivo è quello di abbassare la circolazione virale, ma l’incidenza di nuovi casi è ancora elevato, quindi finché non abbassiamo di molto l’incidenza è difficile parlare di ripresa concreta di tutte le attività – spiega Rezza -. L’obiettivo di riaprire la didattica in presenza è auspicabile, ma è difficile parlarne ora”.

Vaccini

L’intenzione è quella di coordinare l’avvio della campagna vaccinale con altri Paesi europei, sottolinea Gianni Rezza, che precisa come la partenza del Regno Unito non sia stata affrettata, ma può essere una buona base di partenza per tutti, ovvero un’esperienza della quale fare tesoro. “Non ci sarà all’inizio il vaccino per tutti, dovremo stabilire delle priorità. Ma poi gradualmente le dosi aumenteranno“. Speriamo di partire con Francia e Germania, conclude.

Assembramenti

E’ più pericoloso ciò che non si vede e non ciò che si vede. Potrebbe essere molto più pericoloso passare le feste in casa con i parenti, soprattutto quelli più anziani, e non gli assembramenti all’aperto. E’ logico che se tante persone provenienti da posti diversi si riuniscono in un posto chiuso, il rischio è alto. Nessuno vuole impedire nulla a nessuno – precisa Rezza – ma il primo sentimento deve essere quello di proteggere i propri cari”. 

“Ricevo mail un pò minacciose e rinfacciano alla sanità di rallentare l’economia, ma a rallentare è il virus non le misure: anzi le misure parzialmente restrittive come ora hanno tenuto bassa la circolazione del virus e hanno permesso delle attività. Se non si prende alcun provvedimento alla fine saremo costretti a fare il lockdown generale, che è quello che si vuole evitare”, ha concluso Rezza.