Covid, Ordine dei Medici: “Comportiamoci come fossimo zona rossa, a gennaio rischio nuovi casi”

"Sin da oggi bisogna conteggiare non solo i morti e i malati Covid ma anche quelli non Covid. Anche oggi le ambulanze arrivano in ritardo"

Gennaio preoccupa perché potrebbe essere un mese critico, secondo i medici italiani. Il nuovo anno, infatti, porterà con sé un ‘mix esplosivo’ per la tenuta del Servizio sanitario nazionale: un possibile aumento dei casi di Covid-19 legato alle feste natalizie, il picco influenzale e l’avvio della vaccinazione contro il coronavirus, in cui saranno impegnati molti camici bianchi e che assorbirà molti sforzi organizzativi. A tracciare il quadro all’Adnkronos Salute è Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo). “Siamo molto preoccupati – ammette Anelli – A gennaio, all’eventuale aumento di casi legato alle feste, si sommeranno eventi importanti. Uno è l’influenza che ha il suo picco proprio tra la fine di gennaio e i primi di febbraio. Ai malati Covid si sommeranno i malati con l’influenza. E questo metterà a durissima prova il Servizio sanitario nazionale. E’ una delle maggiori preoccupazioni per le quali avevamo chiesto il lockdown”. L’altro elemento “è la campagna vaccinale per il Covid che prevede la dislocazione di una parte importante dei medici e infermieri, del nostro ‘esercito’, che dovrà occuparsi di vaccinare, e sarà distolto dall’assistenza. Tutte queste situazioni non possono che creare una profonda preoccupazione sulla tenuta del Ssn“.

Sin da oggi bisogna conteggiare non solo i morti e i malati Covid – precisa il numero uno della Fnomceo – ma anche quelli non Covid. Anche oggi le ambulanze arrivano in ritardo su un incidente perché impegnate con malati Covid; già oggi succede che i nostri anziani con frattura di femore non riescono a fare l’intervento nelle 72 ore e questo comporta un aumento della mortalità; sin da oggi gli infartuati hanno un’assistenza meno tempestive”, e il timore dunque non è infondato. Tutto questo, però, “è evitabile. Se mettessimo a frutto le nostre esperienze, quelle che abbiamo fatto finora, e se riuscissimo a seguire le regole di protezione”, dice Anelli, preoccupato anche per il fatto che “i cittadini tendono a minimizzare. Il messaggio che passa e che se non siamo in zona rossa possiamo fare quello che vogliamo. Non è così. Dovremmo comportarci sempre come se fossimo in zona rossa. Il virus morde ancora tantissimo”.