In questo 2020 caratterizzato dalla pandemia di SARS-CoV-2, la pressione è stata tutta sulle spalle della comunità scientifica, che ha lavorato fin da subito per trovare un modo per arginare la diffusione del virus. In questa ottica, non stupisce che tra i dieci personaggi scientifici del 2020 scelti dalla rivista Nature, la maggior parte sia legata alla lotta alla pandemia.
Al primo posto c’e‘ Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, che ha guidato le nazioni nel rispondere a questa nuova minaccia, sebbene non siano mancate forti critiche. Poi l’epidemiologa cinese Li Lanjuan, che ha riconosciuto la minaccia del focolaio di Wuhan e convinto il governo a imporre il lockdown prima delle vacanze del capodanno cinese. Il virologo uruguayano Gonzalo Moratorio ha invece sviluppato test diagnostici per il virus, che hanno aiutato il suo paese ad evitare molti casi e morti.

Ma c’è spazio anche per i leader politici. Nature ha scelto la premier neozelandese, Jacinda Ardern, che con provvedimenti rapidi e decisivi ha mantenuto il suo Paese relativamente al sicuro.
Al di fuori della pandemia, è stata scelta anche la cosmologa americana Chanda Prescod-Weinstein, che ha fatto scattare lo sciopero della scienza per il razzismo contro le persone di colore nelle istituzioni scientifiche. E poi la ricercatrice indonesiana Adi Utarini, che ha coordinato una sperimentazione pionieristica per combattere la dengue con zanzare allevate per bloccare la trasmissione del virus, e la tedesca Verena Mohaupt, capo logistica della missione internazionale nell’Artico, che ha tenuto al sicuro 300 ricercatori da orsi polari e freddo per un anno.
