Spaceil, associazione di imprese private israeliane, ha annunciato una nuova missione: Beresheet 2 partirà alla volta della Luna nel primo semestre del 2024.
Il team, con la consulenza dell’Agenzia Spaziale israeliana, nel febbraio del 2019 aveva lanciato Beresheet 1, il primo velivolo spaziale israeliano in assoluto a viaggiare oltre l’orbita terrestre: l’obiettivo era l’allunaggio, diventando il primo lander privato ad atterrare sulla Luna. Purtroppo un guasto al motore ha compromesso l’obiettivo.
Beresheet 2 (nome ebraico del libro della Genesi) trasporterà un orbiter e 2 lander che effettueranno sperimentazioni sulla superficie del nostro satellite. La missione verrà realizzata in collaborazione con la Israel Aerospace Industries e anche stavolta è quasi esclusivamente finanziata con fondi privati.
Il 2024, tra l’altro, è anche l’anno scelto dalla NASA per riportare l’uomo sulla Luna, con la missione Artemis.
La missione Beresheet 1
In quello che sarebbe stato il primo allunaggio finanziato privatamente e il primo in assoluto per Israele, la sonda Beresheet ha avuto dei problemi a pochi secondi dal touchdown dopo la rottura di uno dei motori principali: è quanto accaduto l’11 aprile 2019. Gli ingegneri hanno reimpostato il veicolo ma hanno perso le comunicazioni con la sonda da 150kg prima che si schiantasse sulla superficie lunare.
“Non ce l’abbiamo fatta, ma sicuramente ci abbiamo provato e penso che il traguardo di arrivare dove siamo arrivati è straordinario. Credo che possiamo essere orgogliosi… a volte si vince, a volte si perde”, aveva dichiarato Morris Kahn, presidente e principale finanziatore di SpaceIL. Anche la NASA ha avuto parole di incoraggiamento per SpaceIL dopo la missione: “Anche se la NASA si rammarica della fine della missione del TeamSpaceIL senza un allunaggio riuscito, ci congratuliamo con SpaceIL, Israel Aerospace Industries e lo stato di Israele per il traguardo di aver inviato la prima missione finanziata privatamente nell’orbita lunare”, aveva scritto su Twitter il Presidente Jim Bridenstine.
La sonda dalle dimensioni di una lavatrice è stata lanciata dal razzo Falcon 9 di SpaceX da Cape Canaveral il 22 febbraio. Ha girato intorno alla Terra per 3 volte prima di entrare nell’orbita lunare il 4 aprile. Il sito di atterraggio è stato individuato nel Mare Serenitatis, un’ampia pianura nell’emisfero settentrionale della Luna, a poca distanza dai siti di atterraggio dell’Apollo 15 e dell’Apollo 17.
Gli ingegneri sulla Terra hanno portato la sonda vicina alla luna, pianificando di rallentarla attivando i suoi motori finché non avesse raggiunto pochi metri di altezza dalla superficie. Una volta raggiunta una posizione stabile a 5 metri di altezza, i motori sarebbero stati spenti completamente, permettendo a Beresheet di atterrare in caduta libera sfruttando la gravità della Luna. Una volta atterrata, la sonda avrebbe dovuto scattare delle foto della superficie e misurare il suo misterioso campo magnetico. Entro due giorni, tuttavia, le temperature diurne di +130°C l’avrebbero incendiata, ma non prima che avesse piantato una bandiera di Israele e depositato una capsula piena di documenti digitalizzati, la Torah e altri oggetti.
Anche se l’inizio dell’allunaggio era andato bene, il motore ha ceduto a pochi km dalla superficie, un’altitudine troppo grande affinché l’allunaggio non avesse esito disastroso. In caso di successo, Israele sarebbe diventato il 4° Paese, dopo Stati Uniti, Russia e Cina, a completare con successo un allunaggio.






Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?