Le piste da sci rimangono chiuse anche dopo il 6 gennaio: bocciata la proposta delle Regioni

Le piste da sci non riapriranno il 7 gennaio: il Cts boccia le proposte delle Regioni. La ripresa dello sci sempre più lontana

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La ripresa dello sci sembra allontanarsi sempre più: il Cts ha infatti bocciato la proposta delle Regioni riguardante la riapertura delle piste da sci prevista dall’attuale Dpcm per il 7 gennaio prossimo. Una novità davvero clamorosa! Il Comitato tecnico scientifico ha rilevato diverse carenze nel piano dei governatori delle Regioni. Nello specifico il Cts ha evidenziato come “una parte rilevante dei mezzi di risalita nei comprensori sciistici (in particolare cabinovie e funivie) presentano caratteristiche strutturali e di carico tali da poter essere assimilati in tutto e per tutto ai mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale (autobus, filobus, tram e metropolitane), rappresentando pertanto un contesto a rischio di aggregazione medio-alto, con possibilità di rischio alto nelle ore di punta in base alla classificazione del livello di rischio di contagio da SARS-CoV-2. Deve pertanto prevedersi un’efficace riorganizzazione del sistema degli impianti di risalita da affiancare a misure di prevenzione e protezione collettive e individuali che necessitano, comunque, della collaborazione attiva degli utenti che dovranno continuare a mettere in pratica i comportamenti previsti per il contrasto alla diffusione dell’epidemia“.

piste da sci
foto di Michael Ciaglo-Getty Images

Potrà essere ammessa una occupazione al 100% delle seggiovie, con obbligo di indossare la mascherina chirurgica o di comunità e il divieto di abbassare la calotta antivento ove presente. Se dovesse rendersi necessaria la chiusura della calotta dovrà necessariamente prevedersi la riduzione della capienza al 50% anche per le seggiovie, fermo restando l’obbligo di mantenere la mascherina durante tutto il trasporto”. Mentre “per gli impianti chiusi (cabinovie e funivie) dove va operata la riduzione della capienza al 50% a cui associare sempre l’uso obbligatorio della mascherina“, ha aggiunto il Cts che ha fatto degli appunti anche per quanto il numero di skipass giornalieri vendibili: “tenere conto non solo delle quote giornaliere ma anche di quelle settimanali e stagionali. Bisogna inoltre prevedere la gestione dei flussi per il controllo dello skipass o di altre tipologie di titoli di accesso“. Solo nella conclusione il Cts parla di una eventuale riapertura e delle connesse misure che “possono trovare applicazione solo nel caso in cui l’andamento epidemiologico a livello di Regione o Provincia Autonoma sia compatibile con la classificazione del rischio nella cosiddetta zona gialla“.