Letture sotto l’albero di Natale: ‘Non farti ingannare dall’età’, il libro giusto al momento giusto

L'età che avanza è un cruccio per molti: ma se diventasse un nostro punto di forza sul quale fondare il nostro successo? Il libro di Antonella Mollia punta proprio a questo

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Antonella Mollia ha 57 anni ed è una donna di successo. La sua età è la prima cosa che ci comunica quando la raggiungiamo telefonicamente per chiederle di illustrarci il suo libro diventato subito un caso editoriale: “Non farti ingannare dall’età“. Il motivo per cui Antonella è fiera ed orgogliosa della sua età, probabilmente, è presto detto: la consapevolezza e la piena accettazione di sé stessi passa anche dal vedere l’età come parte integrante del nostro essere, sebbene per le persone come Antonella quel numero, in termini di spirito e di umore, sia solo una mera questione anagrafica.

Ho frequentato il liceo scientifico – racconta Antonella – e poi ho studiato giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano. Volevo fare il magistrato e invece oggi sono fieramente Direttore generale della Provincia di Vercelli. Adoro il diritto perché è una materia molto logica ma anche molto fantasiosa, la quale, così come la letteratura, trova linfa vitale nel cambiamento della società. Si tratta dunque di una materia in continuo movimento, mai statica e noiosa. Quando ho vinto il concorso per la pubblica amministrazione ero in dubbio, ma poi ho capito che era un’occasione da cogliere al volo, anche dietro consiglio di un mio caro docente. Inizialmente, rispetto alle aspirazioni che avevo, mi sono sentita di serie B rispetto a me stessa ma poi mi sono resa conto che quello era il mio posto, nel quale sono riuscita ad esprimere al meglio le mie capacità e attitudini. Sono segretario generale con incarico di direttore, e ora mi occupo anche si un settore più contabile che non è propriamente il ‘mio’, a livello formativo, ma ho voluto dimostrare che con l’impegno serio posso reggere, anche quella ripartizione. E credo di esserci riuscita”.

E poi, Antonella Mollia, spiega come lo stare bene con sé stessi non sia un obiettivo così difficile da raggiungere, come potrebbe sembrare: “Sono felice di quello che faccio, e lo sono ora esattamente come quando ho iniziato a lavorare. Io mi sento un pezzettino della Repubblica al servizio dei cittadini. Da un punto di vista più personale e meno professionale vale lo stesso. Ed è per questo che per riuscire a mandare un messaggio forte a tante donne come me ho voluto creare un blog, “Mollia Style”. E’ la mia filosofia riportata a tutti gli utenti che vorranno sconoscerla”.

Com’è nata questa idea del blog? “Avevo 54 anni, tre anni fa – racconta Antonella -. Ero sotto l’ombrellone e mia figlia mi stava facendo vedere su Instagram alcuni post di Chiara Ferragni, e in quel momento mi si è accesa una lampadina. La Ferragni, che io stimo e apprezzo molto, è un esempio positivo e propositivo per migliaia di giovani donne, ma le donne più mature, come me, che riferimento hanno? In quel momento mi sono resa conto che io avevo un messaggio, anzi dei messaggi, da dare a tante donne come me, e per questo motivo ho deciso di fare un blog. Alla mia età non dobbiamo sentirci da meno rispetto alle giovani influencer di oggi. Belle e in forma possiamo esserlo anche noi. Ho investito tanto nel mio blog, messo online il 19 ottobre di tre anni fa, giorno del mio compleanno. Ho strutturato il blog con una serie di aree tematiche, con riflessioni, ma anche con argomento leggeri come il look, i viaggi”.

Come è nato il libro?Il libro è stata una conseguenza quasi fisiologica del blog –  racconta ancora Mollia -. Dopo la pubblicazione è stato bellissimo scoprire che tutti gli store, de Mondadori ad Amazon, lo avevano catalogato nel genere ‘self help’, dunque ‘autostima’, sviluppo individuale e addirittura qualcuno lo ha persino inserito tra i testi di filosofia e psicologia. Una della mie parole chiavi è il glamour, ma anche il cervello e la cultura non sono da meno. Il mio messaggio principiale è quello della scoperta di una bellezza nuova, quella della maturità, che io ho chiamato ben-essere, ovvero non il benessere materiale. Alla forma fisica ho aggiunto quella mentale fatta di buon senso, di buon gusto. E anche la libertà, quella di esprimere chi sono. Al mio benessere ho aggiunto l’amore per il gusto, la vanità e la frivolezza, che sono tutti umanissimi modi di porsi. E la frivolezza può permettersela chiunque, anch’io che se svolgo un lavoro molto serio e ‘tutto d’un pezzo’. Il tutto deve essere però necessariamente correlato da una profonda autostima. Sono piena di debolezze, di criticità, ma anche di punti di forza. Io parlo tanto a me stessa. Avere delle debolezze ci rende speciali, perché ci mettiamo di più in discussione, l’importante è che non venga portato all’estremo, per diventare un punto di forza. Ho pensato questo libro in una chiave di risveglio di energie e di risorse, come un cammino verso il pensiero positivo per tutti, per me prima di tutto. Non ho la presunzione di mettermi su un piedistallo, ma quelli che riporto sono dei consigli, per me prima di tutto”.

Abbiamo il dovere di ridere, sottolinea Antonella nel suo libro. “Credo che ridere sia uno dei verbi più importanti della nostra esistenza. Ho scritto questo libro con ironia, con leggera, con un pizzico di saggezza, ma senza superficialità. Perché ridere non significa degli altri, ma ridere insieme agli altri. La risata dovremmo utilizzarla come una specie di generatore di corrente, una batteria che serve a ricaricare le pile. Non dobbiamo farci spaventare dall’età che avanza. Le nostre emozioni e la nostra forza non invecchiano, e nessuno potrà mai demolircele se non non lo vorremo”.