Maltempo Emilia Romagna: parte di Nonantola ancora senza luce, preoccupano gli argini del Secchia

Nel Modenese, la situazione è definita "sotto controllo" dopo l'alluvione di ieri: il Secchia preoccupa per la tenuta degli argini

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Ieri il Modenese è stato devastato da piogge torrenziali, che hanno portato il Panaro a rompere gli argini e dare vita ad una disastrosa alluvione. Ma ora la situazione “e’ sotto controllo, nonostante le “indubbie difficolta’ generate dalle piene di portata storica che abbiamo registrato ieri“, ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile Irene Priolo dopo aver fatto il punto al centro unificato di Marzaglia. Si lavora alla sigillatura dell’argine del Panaro “che potra’ consentire un maggior grado di sicurezza ai cittadini di Nonantola“. Intanto, informa ancora l’assessore, i volontari e il personale della Protezione civile “stanno gia’ operando per la pulizia e il ripristino delle strade e delle abitazioni, oltre a raccogliere le segnalazioni dei danni a privati e imprese per l’inoltro della richiesta di stato di emergenza nazionale, d’accordo con il presidente Bonaccini che sta seguendo in modo costante l’evolversi della situazione“.

Considerato il meteo in peggioramento, “e’ importante non abbassare la guardia. Occorre proseguire con un puntuale controllo del territorio, il Secchia ha continuato infatti a preoccupare nel corso della notte, non tanto per il rischio di tracimazioni ma per la tenuta degli argini, anche se al momento non ci sono criticita’ particolari da segnalare. Grazie al lavoro di squadra e alla concreta collaborazione di tutti e alle forze messe in campo, confidiamo di tornare nei prossimi giorni a una situazione di normalita'”, ha aggiunto Priolo.

L’esondazione del fiume Panaro nel modenese

Sono circa 300 le persone evacuate (30 in albergo, gli altri in autonoma sistemazione) mentre e’ stata completata la rialimentazione di tutte le utenze elettriche di Castelfranco Emilia. A Nonantola invece sono circa mille quelle riattivate e si sta lavorando alla riattivazione di quelle rimanenti di famiglie e imprese. In tutta la zona, informa ancora la Regione, e’ stato rafforzato il presidio antisciacallaggio. A Fossalta, intanto, sono partiti i lavori per pulire le strade per poi proseguire con le abitazioni. Le operazioni sono svolte a cura del Comune, con il supporto della Regione. Riaperta poco dopo mezzogiorno la via Emilia. Per quanto riguarda la mobilita’, sono stati appena riaperti due ponti sul Secchia-Bacchello e San Martino, oltre la via Emilia a Fossalta, dopo i controlli di Anas.

Emergenza idraulica dopo il cedimento dell’argine del fiume Panaro

La rotta del Panaro in destra idraulica ha fatto defluire l’acqua nei territori di Nonantola e Castelfranco Emilia dove i nostri canali, a pieno regime, le stanno allontanando verso valle. I tecnici del Burana hanno proseguito tutta notte con il monitoraggio dei punti critici e con pompe di emergenza per alleggerire il carico. Sebbene la bonifica non gestisca i corsi d’acqua naturali (fiumi) in questa fase di emergenza le manovre idrauliche sui canali sono essenziali per l’allontanamento delle acque di piena del fiume Panaro.

A livello idraulico è in atto il pompaggio in tre punti per scaricare le acque che interessano l’abitato di Nonantola nel canal Torbido; due con motopompe carrellate ed il terzo punto è nell’importante nodo idraulico del Torrazzuolo con il funzionamento dell’impianto omonimo. Ora che la falla è stata chiusa è in atto un delicatissimo lavoro per allontanare quanto prima possibile le acque che si sono riversate nel comprensorio gestito dal Consorzio della bonifica Burana che deve valutare anche l’acqua che dovrà attraversare Crevalcore tramite il canal Torbido in diversi tratti tombinato.

Tali manovre sono preventive per “sgravare” quanto più possibile la fossa Bosca che dovrà veicolare l’acqua nel canale Collettore delle Acque Alte e da questi in Panaro prioritariamente tramite la chiavica Foscaglia. Tutte le operazioni sono eseguite in accordo con la Protezione Civile e gli Enti preposti seguendo i modelli di deflusso delle acque verso il territorio più basso del comprensorio”, si legge in una nota del Consorzio della Bonifica Burana.