Maltempo, frane e smottamenti in Alto Adige: tanti interventi dopo i danni provocati a Naturno e Lagundo [FOTO]

L'Alto Adige è stato investito a inizio dicembre da una forte ondata di maltempo, con neve e pioggia che hanno provocato danni e disagi

  • Uno dei massi di grandi dimensioni che hanno provocato danni ad un maso nei pressi di Naturno (Foto: ASP)
    Uno dei massi di grandi dimensioni che hanno provocato danni ad un maso nei pressi di Naturno (Foto: ASP)
  • Il letto del Rio di Meles è stato liberato da circa 1.500 metri cubi di materiale (Foto: ASP)
    Il letto del Rio di Meles è stato liberato da circa 1.500 metri cubi di materiale (Foto: ASP)
  • Ripulito e messo in sicurezza un corso d'acqua a Naturno (Foto: ASP)
    Ripulito e messo in sicurezza un corso d'acqua a Naturno (Foto: ASP)
/
MeteoWeb

Il 5 e 6 dicembre scorso, tutto l’Alto Adige è stato investito da una forte ondata di maltempo, con neve e pioggia che hanno provocato danni e disagi alla circolazione. Tra le zone più colpite, quella situata tra Merano e la Val Venosta, dove l’Ufficio sistemazione bacini montani ovest, che opera all’interno dell’Agenzia per la protezione civile, è già al lavoro per gli interventi di ripristino.

A Naturno uno smottamento di dimensioni importanti aveva provocato una frana che aveva investito l’area occupata da un maso, danneggiando in maniera piuttosto seria i macchinari e l’edificio adibito a garage. Inoltre, circa un ettaro di frutteti era stato sommerso dai detriti, che avevano invaso anche l’adiacente strada comunale. I tecnici hanno già provveduto a sgomberare il vicino corso d’acqua dal materiale che si era depositato, e hanno eretto una barriera di protezione provvisoria utilizzando dei massi.

Sempre negli stessi giorni, al confine tra i territori comunali di Plaus e Lagundo, una frana staccatasi lungo il pendio della sponda orografica destra del Rio di Meles aveva provocato l’esondazione del corso d’acqua nei pressi del maso Melsmühle. Nei giorni scorsi, i tecnici dell’Ufficio sistemazione bacini montani ovest sono intervenuti per liberare il letto del torrente dai circa 1.500 metri cubi di materiale depositatosi, e hanno provveduto a “ripulire” tutta la parte inferiore del Rio di Meles.