Mortalità e SARS-CoV-2 in Italia: a dicembre cala l’impennata al Nord, ma resta alta

Mortalità e SARS-CoV-2, dall'ultima settimana di novembre, di pari passo anche con la mitigazione della curva dei contagi, si inizia a osservare un lieve miglioramento

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Mentre il numero di vittime legate all’epidemia di SARS-CoV-2 in Italia si mantiene su livelli di elevati, con centinaia di morti al giorno, arrivano i dati del monitoraggio della mortalità generale in Italia, dal 2 all’8 dicembre. Secondo l’ultimo aggiornamento dell'”Andamento della mortalita’ giornaliera (SiSMG) nelle citta’ italiane in relazione all’epidemia di Covid-19″, nelle citta’ dove era stata registrata un’impennata della mortalita’ nelle settimane precedenti, dal 2 all’8 dicembre si osserva un incremento in calo, ma che resta comunque alto se confrontato a quello degli anni passati.

In particolare, rispetto alla settimana precedente si osserva un trend in calo dell’eccesso di mortalita’, soprattutto al Nord: ad esempio a Torino, la variazione tra decessi visti e quelli attesi (sulla base del confronto con gli altri anni) e’ passata dal 108% registrato nel mese di novembre al 71% della prima settimana di dicembre, a Milano e’ passata dal 67% al 29%, a Genova dall’85% al 33%, a Palermo dal 65% al 25%. A Roma l’eccesso di mortalita’ (+47%) e’ in linea con la settimana precedente, cosi’ come a Trento, Venezia, Bologna, Firenze e Bari. Mentre “si continua ad osservare un incremento della mortalita’ a Verona (da + 66 a +106%)”.

La sorveglianza, realizzata dal Ministero della Salute e dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, include 32 Comuni e permette di far luce sui decessi avvenuti direttamente per via dei contagi da SARS-Cov-2 ma anche su quelli indirettamente collegati alla pandemia e causati, ad esempio, dalla difficolta’ di accedere all’ospedale o al pronto soccorso. Per stimare l’andamento della mortalita’, si confronta il numero di deceduti residenti in un determinato comune con la media di quelli deceduti nello stesso luogo e nella stessa settimana durante i 5 anni precedenti. Attraverso questa analisi e’ stato possibile rilevare un forte incremento della mortalita’ osservata in concomitanza con la prima fase dell’epidemia di Covid-19, la successiva riduzione che ha riportato la mortalita’ in linea con i valori di riferimento a fine maggio, seguito da un nuovo rapido incremento dei decessi a partire dalla seconda meta’ di ottobre, che ha visto un eccesso di mortalita’ sia nelle citta’ del Nord (+22%) che in quelle del Centro-Sud (+23%), andata di pari passo con l’aumento dei contagi da SARS-Cov-2 in tutta la penisola. Per il mese di novembre l’incremento osservato e’ stato maggiore tra le citta’ del Nord (+73%), con eccessi compresi tra +46% e +129% e piu’ contenuto al centro-sud (+47%). Ma, dall’ultima settimana di novembre, di pari passo anche con la mitigazione della curva dei contagi, si inizia a osservare un lieve miglioramento, e dal 2 all’8 dicembre si nota un “decremento dell’eccesso di mortalita’ o valori stabili nella maggior parte delle citta‘”.