Troppi morti da Sars-Cov-2: a Roma il forno crematorio non riesce a far fronte alla richiesta, arrivano i container frigo per le salme

Il forno crematorio di Roma lavora a pieni regimi come succede anche a Milano e a Verona, ma il numero di morti in questo periodo è eccessivo

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A Roma, ma in verità già anche a Verona e a Legnano, si è deciso di fare come a New York per far fronte all’alto numero di vittime dovute all’epidemia. Le salme saranno stipate all’interno di container refrigerati, che saranno posti vicino al forno crematorio del cimitero Flaminio di Prima Porta: in uno spiazzo individuato dall’Ama, dove le gru scaricheranno i container. All’interno di questi verranno poste le bare che il cimitero non riesce a ospitare, in attesa della cremazione.

Il forno crematorio, intanto, lavora a pieni regimi come succede anche a Milano. Il numero di morti in questo periodo è eccessivo: “Il trend di decessi non accenna a diminuire – precisa Ama in una nota – con 465 defunti in più solo nei primi dieci giorni dicembre. Nel mese di novembre, l’ufficio denunce di morte di Roma Capitale ha registrato 3.940 decessi, con un aumento di 1.525 decessi sul corrispondente mese del 2019, pari a un incremento del 63,4 per cento. Si tratta del dato più alto mai raggiunto in un mese, nella città di Roma”.

Nel solo mese di novembre le cremazioni sono state 1.500, ovvero almeno 250 in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il tempo necessario per cremare una salma sono tre settimane, e per riavere indietro i resti dei propri cari i familiari devono attendere più di due mesi. Per questo motivo in sempre più città e in sempre più nazioni, si è deciso di noleggiare container refrigerati per conservare i feretri in attesa di essere cremati.