A inizio dicembre, il Premier Conte ci ha informato che il 25-26 dicembre e l’1 gennaio non avremmo potuto spostarci dai nostri comuni per evitare di contribuire ulteriormente alla diffusione del contagio da SARS-CoV-2. Un divieto che praticamente stravolge le festività, già condizionate dall’impossibilità di grandi riunioni di famiglia, ma che gli italiani avevano accettato. Qualche giorno dopo, lo stesso Conte ha annunciato la possibilità di rivedere la norma sui giorni clou delle festività, ipotizzando qualche modifica al divieto di spostamento per i piccoli comuni, accendendo un barlume di speranza in chi, lontano pochi chilometri dai propri cari ma abbastanza da essere in un altro comune, avrebbe subito la beffa di questa norma un po’ troppo generalizzata. Pochi giorni ancora e dal Governo è arrivata l’ipotesi di una zona rossa per tutta Italia nel periodo del Natale. Insomma, da un eccesso all’altro, senza una logica.

“A novembre, il Premier Giuseppe Conte ha promesso che “se rispettiamo le regole, avremo un sereno Natale”. Gli italiani le hanno ampiamente rispettate ma non hanno ottenuto il loro premio. Ora Conte dice che sarà “un Natale diverso, ma non meno autentico””. Noi ricordiamo che l’articolo in questione è stato scritto il 9 dicembre, quindi si riferisce ancora al divieto di spostamento tra comuni per il 25-26 dicembre e l’1 gennaio mentre manca ancora la parte in cui il Governo italiano si appresta a compiere l’ennesima retromarcia rispetto alle misure da adottare nel periodo natalizio.
“Non è finita. Il 17% degli italiani vive in uno dei 5495 comuni che hanno meno di 5.000 abitanti. Se tua madre vive a 3km di distanza oltre i confini comunali, rischi una pesante multa se ti sposti per incontrarla il 25 o 26 dicembre. Ma potrai farlo il 27 dicembre, a meno che non vi separi un confine regionale. Per molti italiani, Babbo Natale arriverà con due giorni di ritardo”, si legge ancora, mentre aspettiamo ancora di conoscere le nuove misure che il Governo ha previsto per un Natale assolutamente anomalo.
Dopo aver elencato tutte le rigide misure già in essere, come la chiusura degli impianti sciistici, il coprifuoco, i ristoranti chiusi nelle zone arancioni e rosse, cinema e teatri chiusi e gli hotel che potranno servire la cena solo in camera nella notte di Capodanno, l’articolo del Wall Street Journal conclude: “Mentre annunciano nuove restrizioni, i ministri del governo chiedono di non ripetere “gli errori dell’estate”. Ma il contagio da Covid è esploso ad ottobre, molto dopo la fine delle feste dell’estate. Il distanziamento sociale sta mutando da un adattamento necessario ad un sacrificio che segnala virtù”.
