Le festività di dicembre in tutto il mondo non sono presenti solo nel mondo cristiano, in Iran, infatti, si festeggia la notte di Yalda, la vittoria della luce sull’oscurità che si celebra nel solstizio d’inverno.
Oltre alla deliziosa cena, la notte di Yalda riunisce familiari e amici che banchettano tutta la notte fino alle prime luci dell’alba, lasciando che tutti siano trasportati dalla lettura dei poeti iraniani che in passato verseggiarono quest’occasione piena di magia e di amore.
La storia della notte di Yalda

Shab-e-Yalda è la notte della nascita: Yalda proviene dal siriano e si traduce con nascita, mentre Shab significa notte. Come si evince dal suo nome celebra la notte più lunga dell’anno, quando l’oscurità viene sconfitta dalla luce e ci si avvia verso giornate sempre più lunghe.
Si tratta di una festa zoroastriana di antichissima origine che affonda le sue radici nel mitraismo, cioè la religione del dio persiano Mitra.
Mitra era una divinità del sole e della luce ed era nato proprio durante la notte più lunga dell’anno.
Secondo gli accadimenti storici, il culto di Mitra, arrivando nell’Impero romano nel I secolo, diede origine alla festa romana del Dies Natalis Solis Invicti, il Giorno della Nascita del Sole Invitto contendendo al cristianesimo il primato di religione dell’Impero fino all’editto di Teodosio, che nel 380 d.C. proclamò il cristianesimo religione di Stato.
Il vescovo siriano Jacob Bar-Salibi, conosciuto come Dioniso, infatti scriveva:” Era costume dei pagani celebrare il 25 dicembre la nascita del Sole, in onore del quale accendevano fuochi come segno di festività. Anche i cristiani prendevano parte a queste solennità. Quando i dotti della Chiesa notarono che i Cristiani erano fin troppo legati a questa festività, decisero in concilio che la ‘vera’ Natività doveva essere proclamata in quel giorno”
Come si festeggia la notte di Yalda
Stare insieme durante la notte più lunga dell’anno aiutava a esorcizzare la paura di un buio senza fine e per lo stesso motivo si accendono ancora oggi candele e lanterne, si canta e si esprimono desideri. Alle prime luci dell’alba si torna nelle proprie dimore perché da questo momento in poi le notti saranno più corte, le ore di luce aumenteranno e le tenebre lasceranno posto alla luce e alla primavera che presto arriverà.
Durante la festa è tradizione sorseggiare il tè leggendo i versi sublimi dei grandi poeti classici persiani, in cui la nera notte Shabe Yalda è una metafora dei lunghi e neri capelli dell’innamorata o dei suoi perfetti occhi neri.
Nel XIII secolo Saadi di Shiraz scriveva:” Nel tuo volto che mi uccide dalla bellezza, ti sei portata un esercito (di capelli) dalla notte di Yalda”.
Il canzoniere di Hafez è come un oracolo d’amore e si crede che con le sue poesie il poeta persiano possa rispondere alle domande degli innamorati. Per molti giovani, poi, la notte di Yalda è un’occasione per incontrarsi e trovare l’anima gemella in un momento intessuto di magia.
Nel caso dei fidanzati, invece, il ragazzo deve portare a casa della ragazza ceste di frutta fresca, meloni e frutta secca, organizzando quello che si può riconoscere come un vero e proprio banchetto.
Il banchetto della notte di Yalda
Non mancano frutta secca, semi tostati di zucca e frutti freschi come mele, uva, cachi, prugne, arance, anguria e melograno.
Questi ultimi due frutti simboleggiano l’abbondanza e di conseguenza il ciclo della vita e della rinascita.
Il rosso, inoltre, il colore che domina in questi frutti, è il simbolo persiano della salute e della ricchezza e consumare piatti di questo colore costituisce sempre un buon auspicio.
Al riso viene aggiunto lo zafferano (di cui l’Iran è uno dei maggiori produttori) in un dolce, lo sholeh zard, che si consuma al termine della notte di Yalda alle prime luci del mattino, sancendo il simbolismo magico di una delle notti più belle a cui si può avere l’occasione di partecipare.