Sars-Cov-2, l’esperto: “Probabile che dopo l’Epifania cali la curva dei contagi”

A partire dall'Epifania inizieranno a vedersi gli effetti delle chiusure natalizie dovute all'istituzione della zona rossa

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L’Epifania potrebbe portare una riduzione dei nuovi contagi per effetto della chiusura dell’Italia in zona rossa per le festività fino ad allora la curva epidemica dovrebbe rimanere stabile, oscillando tra i 10.000 e i 20.000 nuovi casi al giorno. E’ quanto sostiene il fisico Giorgio Sestili, fondatore e fra i curatori della pagina Facebook ‘Coronavirus-Dati e analisi scientifiche’, e autore del sito di comunicazione scientifica ‘giorgiosestili.it‘, nato come un network di ricercatori, professionisti ed esperti della comunicazione. “I dati odierni, con 18.000 nuovi positivi, mostrano una situazione stabile: era prevedibile, considerato che l’indice Rt, in lieve risalita da una decina di giorni, continua a mantenersi di poco sotto l’1“, spiega Sestili. “Il Dpcm di novembre ha determinato una drastica riduzione dei nuovi casi, ma poi qualcosa ha interrotto questa decrescita: non sappiamo se sia stato lo shopping pre-natalizio o il passaggio delle Regione in zona gialla. Il punto e’ che non siamo riusciti a portare i contagi sotto la soglia di allarme: l’indice di positivita’ resta alto, al 9,3%, e sebbene cali la pressione sugli ospedali, continuano gli ingressi di nuovi pazienti bisognosi di cure: in terapia intensiva se ne sono registrati 149 nelle ultime 24 ore“.

Guardando alle prossime festività, “è probabile che la stabilizzazione della curva continui, mantenendo i nuovi contagi giornalieri tra 10.000 e 20.000, mentre la curva dei decessi scenderà sotto quota 500 vittime in media al giorno”. A partire dall’Epifania inizieranno a vedersi gli effetti delle chiusure natalizie dovute all’istituzione della zona rossa: secondo Sestili questa misura presa su tutto il territorio nazionale potrebbe contribuire a uniformare la situazione tra le varie Regioni. “Possiamo aspettarci un’ulteriore diminuzione dei casi, anche se – conclude l’esperto – non sappiamo quanto potrà durare dopo la riapertura di scuole e attività lavorative”.