SARS-CoV-2, monitoraggio ISS: “Curva in decrescita ma rallentata, ricoveri sotto soglia critica. Rt sotto 1 ma in leggera crescita”

SARS-CoV-2 in Italia: "L'incidenza si mostra in calo, ma dobbiamo valutarla con cautela. Nel nostro Paese la curva dei contagi è in decrescita, una decrescita rallentata"

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A livello europeo la situazione epidemica vede “una circolazione del virus significativa distribuita a macchia di leopardo fra i vari Paesi”. Lo ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanita’, Silvio Brusaferro, nel corso della conferenza settimanale sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia relativi all’epidemia di SARS-CoV-2. In alcuni paesi pero’ l’andamento delle curve “e’ in crescita”. “L’incidenza si mostra in calo, ma dobbiamo valutarla con cautela. Una vera valutazione solida dell’andamento durante queste festivita’ la potremo avere solo a meta’ gennaio. Ad ogni modo, in nessuna regione si e’ raggiunta l’incidenza per poter passare da fase di mitigazione a contenimento. L’incidenza in Italia rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia e’ ancora sostenuto nella maggior parte del Paese“. Questo, ha aggiunto, “conferma la necessita’ di mantenere la linea di rigore delle misure”.

Nel nostro Paese la curva dei contagi è in decrescita, una decrescita rallentata ma che rimane decrescita. Però ci sono Paesi a noi vicini che mostrano una curva in crescita. E’ un tema di grande attenzione e un incentivo a fare in modo che la nostra curva continui la decrescita o non si caratterizzi per una ricrescita. L’Rt e’ piu’ basso di 1, ma e’ in leggera ricrescita rispetto alla settimana scorsa. Sono in decrescita le curve per occupazione dei posti letto, e questo e’ ovviamente positivo. Liguria, Calabria e Veneto hanno superato Rt nel limite inferiore sotto 1 e questo segnala la probabilita’ che i casi aumentino. Altre come Puglia e Basilicata hanno Rt intorno a 1 e altre vicino a 1. Questo da’ un segnale di attenzione perche’ sono nella fascia di Rt dove il numero di casi tende a non decrescere”. 

L’eta’ mediana dei contagiati “rimane stabile” cosi’ come la percentuale “dei soggetti asintomatici o poco sintomatici“. I dati sui ricoveri mostrano che “siamo scesi, anche se di poco” sotto la soglia di rischio per quel che riguarda l’occupazione dei posti letto ordinari e in terapia intensiva. Nelle terapie intensive “la situazione rimane invariata sia per l’eta’ mediana dei pazienti che per il sesso”, ha aggiunto.

Cinque regioni hanno una probabilita superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione posti letto in area medica in 30 giorni e tre regioni per le terapie intensive. La situazione e’ in miglioramento ma c’e’ una quota importante di regioni che comunque e’ ancora sopra soglia per il sovraccarico di aree mediche e c’e’ una regione che questa settimana non e’ riuscita a raggiungere la completezza del dato e quindi e’ collocata come a rischio elevato”, ha spiegato Brusaferro.

Franco Locatelli“I sacrifici stanno dando frutti perche’ e’ evidente che la curva epidemica rimane sotto controllo pur con lieve incremento di Rt su base nazionale. A fronte di numeri che meritano ancora uno sforzo, sicuramente pero’ diamo il messaggio forte che quanto e’ stato messo in campo sta dando frutti””. Lo ha sottolineato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanita’, nel corso della conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia. Locatelli a chiarito che “ieri sono state distribuite 470 mila dosi del vaccino Pfizer che consentono di iniziare la vaccinazione delle categorie indicate” nel piano nazionale. Nelle settimane a seguire, fino alla fine di gennaio, “vi saranno ogni settimana dalle 450 alle 490 mila dosi a settimana”, ha aggiunto.

Mi pare ingeneroso parlare di ritardi italiani rispetto ad altri Paesi. E’ largamente prematuro valutare una campagna vaccinale di queste dimensioni a soli quattro giorni dalle prime somministrazioni. Ritengo sia prematuro valutare la piu’ grande campagna vaccinale della storia del nostro Paese ad una settimana dal suo inizio“, ha aggiunto. “Per il mese di gennaio ogni settimana arriveranno dalle 450 alle 490mila dosi di vaccino. E’ un dato che documenta la capacità di questo Paese di dar corso alla più grande campagna vaccinale che la storia di questo Paese abbia mai vissuto. Con l’ok a Moderna dall’Ema ci saranno altre 10 milioni 600mila dosi di vaccino con una piattaforma Rna virale molto simile a quella di Pfeizer. E’ in corso di negoziazione la possibilità di acquisire un numero equivalente di dosi da parte di Moderna. Arriveremmo così a sfiorare i 62 milioni di dosi”, ha spiegato.

Ci troviamo in una situazione in cui c’è una diminuzione dell’incidenza, ancora però elevata, ma una tendenza all’incremento dell’indice Rt. Quindi c’è una situazione incerta. Non dobbiamo dire che facciamo sacrifici all’infinito perché si è cominciato a vaccinare e non dobbiamo avere fretta, gli effetti” delle vaccinazioni “però li vedremo in tempi medio-lunghi. Solo nel corso dei mesi vedremo l’effetto di immunità di comunità. Occorre quindi non mollare nei comportamenti corretti“. Lo ha precisato Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, nel suo intervento alla conferenza stampa. “Stiamo lavorando a nuove raccomandazioni che rivedono le modalita dei test. I molecolari restano il gold standard ma quelli antigenici offrono opportunita’ utili. Stiamo lavorando anche ad una circolare che modifica la definizione di casi”.