SARS-CoV-2, monitoraggio ISS: “Rt in aumento a 0,93, in 4 Regioni sopra 1. Occupazione dei posti letto sotto la soglia critica per la prima volta dall’1 ottobre”

L'incidenza rimane ancora molto elevata e l'impatto dell'epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese: i dettagli del monitoraggio settimanale

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Domani verranno illustrati in conferenza stampa i dati del monitoraggio settimanale dell’epidemia di SARS-CoV-2 in Italia. Intanto, iniziano ad emergere le prime indicazioni sui contenuti. Il report settimanale dell’ISS nel periodo 21-27 dicembre riporta: “Continua il segnale di controtendenza nell’indice di trasmissione segnalato nelle due precedenti settimane nell’intero Paese. Questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in molti paesi Europei e la comparsa di varianti virali segnalate con una potenziale maggiore trasmissione. L’epidemia in Italia si mantiene grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali. 4 regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1 e altre 3 hanno un valore che sfiora l’1. La Regione Veneto oltre ad un Rt puntuale maggiore di uno si accompagna ad una incidenza particolarmente elevata. Nella settimana di monitoraggio si osserva una diminuzione generale del rischio, principalmente dovuta a una lieve riduzione nei tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche”.

Complessivamente – sottolinea il documento l’incidenza in Italia rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia e’ ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Il valore e’ ancora lontano da livelli (50 casi per 100.000 in sette giorni) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti”. Tale situazione, si legge ancora, “conferma la necessita’ di mantenere nel tempo la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festivita’ natalizie”.

Ancora in aumento l’indice Rt, che sale da 0,90 a 0,93: e’ la terza settimana consecutiva di aumento. In 4 regioni (Basilicata, Calabria, Liguria e Veneto) e’ sopra 1, in Puglia e Lombardia e’ a 1. “Le Regioni Calabria, Liguria e Veneto hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo 2. Questo desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche alla fine di queste festivita’ come descritto nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute”. Ecco gli indicatori dell’Rt puntuale relativi alla 21-27 dicembre aggiornati al 29. Abruzzo: 0,65 Basilicata: 1.09 Calabria: 1.09 Campania: 0.78 Emilia Romagna: 0.98 Friuli Venezia Giulia: 0.96 Lazio: 0.84 Liguria: 1.07 Lombardia: 1 Marche: 0.99 Molise: 0.89 Piemonte: 0.71 PA Bolzano: 0.76 PA Trento: 0.71 Puglia: 1 Sardegna: 0.78 Sicilia: 0.93 Toscana: 0.79 Umbria 0.8 Valle d’Aosta :0.83 Veneto: 1.07

Nove Regioni sono classificate a rischio Basso. Undici Regioni/PPAA sono classificate a rischio Moderato, di cui tre (Emilia-Romagna, Valle d’Aosta e Veneto) hanno una probabilita’ elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilita’. Una Regione (Sardegna) ha una classificazione del rischio Non Valutabile – equiparato a rischio alto – data la bassa percentuale di completezza dei dati.

Nell’ultima settimana “si osserva una diminuzione generale dell’impatto della epidemia nei servizi assistenziali, con i tassi di occupazioni dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche sotto la soglia critica a livello nazionale per la prima volta dalla fine di ottobre“. Ancora 10 Regioni “hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica”. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva e’ in lieve diminuzione da 2.731 (21/12/2020) a 2.565 (28/12/2020); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche e’ diminuito passando da 25.145 (21/12/2020) a 23.932 (28/12/2020). “Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali”.

Si osserva una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (31.825 vs 38.154 la settimana precedente), con la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti in lieve aumento al 26,0% (vs 25,4% la settimana precedente). Si osserva, invece, una lieve diminuzione nella percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (32,4 vs 33,0% la settimana precedente). Infine, il 30,0% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nel 11,6% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico”.

E’ complesso prevedere l’impatto che potrebbe avere il periodo di feste natalizie, tuttavia le aumentate mobilità e interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di SARS-CoV-2. Nella situazione descritta, questo comporterebbe un conseguente rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l’impatto dell’epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora significativamente elevato. Mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone, evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il piu’ possibile”. Nel documento si raccomanda di rispettare tutte le misure di sicurezza comprese le quarantene dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.