SARS-CoV-2, ECDC: “La scuola non è stata il motore della seconda ondata in Europa, l’impatto negativo della chiusura supera i benefici”

Scuola e SARS-CoV-2, “il ritorno in aula a metà agosto ha coinciso con il rilassamento delle misure in molti Paesi, la chiusura deve essere l’ultima risorsa”

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In Italia, le scuole dovrebbero riaprire il 7 gennaio, dopo lunghi mesi di stop. Nonostante siano state tra le più sacrificate nella lotta alla pandemia in Italia, da più parti gli esperti sottolineano che le scuole sono luoghi di sicuri, che non favoriscono il contagio. Ora a confermarlo arriva anche un documento del Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC) pubblicato sul suo sito. Il ritorno nelle aule scolastiche a meta’ agosto in diversi Paesi e’ coinciso con un generale rilassamento delle altre misure restrittive in molti Paesi, e non appare quindi essere stato un motore di contagio nella seconda ondata di casi osservata in molti stati europei ad ottobre, riporta il documento.

Nel rapporto, che non considera l’impatto della variante inglese, di cui al momento non si hanno dati disponibili su questo fronte, si spiega che la chiusura delle scuole puo’ contribuire ad una riduzione dei contagi da SARS-Cov-2, ma da sola non basta a prevenire la trasmissione in comunita’ in assenza di altri interventi per limitare i raduni di massa. Si e’ infatti visto che il trend di casi segnalati da agosto tra gli adolescenti di 16-18 anni e’ paragonabile a quello osservato tra i giovani adulti di 19-39 anni, fascia in cui si e’ osservato un forte aumento durante agosto, continuato poi a settembre soprattutto tra i 40 e 64 anni e dai 65 anni in su. Insegnanti e operatori delle scuole non sono risultati essere a maggior rischio di infezione rispetto ad altri lavoratori.

coronavirus scuola banchi distanziatiLa chiusura delle scuole, come misura per limitare i contagi, deve essere usata come ultima risorsa e per un tempo limitato, dato che l’impatto negativo a livello di salute fisica, mentale ed educativa, oltre che economica, supera i benefici, stabilisce ancora il rapporto. I dati di sorveglianza indicano che tra 1 e 18 anni, i bambini ammalatisi di Covid-19 hanno avuto un tasso piu’ basso di ricoveri, di complicazioni gravi durante il ricovero e di morte rispetto a tutti gli altri gruppi d’eta’. I bambini di tutte le eta’ sono suscettibili e possono trasmettere il coronavirus, anche se i piu’ piccoli appaiono meno suscettibili all’infezione, e quando contagiati, portano meno spesso a contagi in casa rispetto ai bambini piu’ grandi e agli adulti.

Da quando sono state riaperte le scuole in autunno, 12 paesi su 17 hanno risposto al monitoraggio dell’Ecdc, segnalando dei focolai nelle scuole, la maggiore parte dei quali (1185) in scuole superiori, seguiti da elementari (739) e asili (283), con variazioni che vanno da un focolaio in Lettonia in un asilo a oltre 400 in Spagna in scuole secondarie. Generalmente il focolaio ha visto sempre meno di 10 casi, ma in alcuni casi si sono superati gli 80 casi. Studi condotti in Germania e Italia suggeriscono che se un bambino e’ contagiato da un adulto, e’ piu’ probabile che cio’ sia avvenuto a casa che a scuola.