SARS-CoV-2, il virologo Palù: “Non sapremo mai se sia naturale o abbia subito manipolazioni artificiali”

Sull'origine di SARS-CoV-2 Palù ha precisato: "Da virologo posso dire che non sapremo mai se il virus sia naturale o abbia subito manipolazioni artificiali"

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Sull’obbligo per il vaccino anti SARS-CoV-2lascerei la scelta ai giuristi, ma vorrei ricordare due elementi: l’obbligo vaccinale esiste già per i bambini sulla base dei rischi accertati per la comunità di certe malattie e per tutelare la salute di persone ancora non autosufficienti per decidere se vaccinarsi o meno; in secondo luogo, in paesi come gli Stati Uniti non puoi lavorare in ospedale se non certifichi la vaccinazione. Immagino che, con un po’ di buon senso, la questione si risolverà richiedendo la vaccinazione per chi svolge una professione sanitaria o di servizio pubblico, pena l’esclusione dall’attività“: lo ha spiegato il virologo Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in un’intervista a Il Foglio.
Secondo Palù, inoltre, l’adesione alla campagna vaccinale ci sarà: “Mai nella storia della medicina un vaccino è stato realizzato in tempi così ristretti: si è accelerato senza nulla trascurare o concedere alla rigorosa osservanza di tutti i criteri per garantirne la sicurezza. Mai come questa volta il desiderio di vaccinarsi è grande, lo abbiamo visto con la domanda di vaccino antinfluenzale, perciò penso che raggiungeremo tranquillamente l’immunità di gregge“.

Commentando il fatto che la Germania abbia acquistato 30 milioni di dosi fuori dall’accordo definito dalla Commissione di Bruxelles, e in occasione del Vaccine day si è procurata 156 mila dosi a fronte delle 9.750 messe a disposizione di ciascun paese europeo, Palù ha dichiarato: “Il ministro Speranza si è assicurato oltre duecento milioni di dosi, vale a dire, considerando la dose di richiamo, un quantitativo sufficiente per cento milioni di italiani. E’ chiaro che la Germania è un paese più ‘vocale’, si fa sentire di più, e poi vanta 90 milioni di abitanti“.
Per quanto riguarda la campagna vaccinale “resto ai tempi ufficiali disegnati dal ministro della Salute Speranza e dal commissario Arcuri. Si prevede che entro settembre si saranno concluse tutte le fasi di approvvigionamento, distribuzione e somministrazione raggiungendo una immunità di gregge intorno al 70 per cento“.

virologo giorgio palu?Sulla tanto dibattuta variante inglese, Palù non ha dubbi: “Finora tutti i vaccini testati sono risultati efficaci contro le numerose varianti del Covid e non esistono dati clinici da cui risulti che quella inglese non sia neutralizzata. Abbiamo la fortuna di potere contare su una tecnologia così duttile che nel giro di una o due settimane potremo produrre un nuovo vaccino o usare miscele di anticorpi neutralizzanti“.
Per quanto riguarda la durata dell’immunizzazione invece, “la biologia del Sars-CoV-2 la conosciamo soltanto dallo scorso gennaio. Si presume che la risposta immunitaria durerà da nove a dodici mesi ma molte cose le impareremo sul campo“.
In prospettiva, poi, ci sono anche gli anticorpi monoclonali: “I monoclonali sono un medicinale che viene somministrato contro un’infezione già in atto, il vaccino serve invece a prevenirla. L’Aifa è aperta ad avviare uno studio controllato, saranno un’arma importante se si confermeranno i dati di efficacia sinora pubblicati. L’Fda li ha autorizzati in via emergenziale, in attesa del parere dell’Ema potremmo avviare la sperimentazione con vari tipi di monoclonali

Sull’origine di SARS-CoV-2 Palù ha precisato: “Da virologo posso dire che non sapremo mai se il virus sia naturale o abbia subito manipolazioni artificiali. Oggigiorno è possibile alterarne il genoma con forbici molecolari senza lasciare traccia, ma basta anche mantenere a lungo il virus in colture cellulari per selezionare nuove mutazioni. Ogni ipotesi resta sul tappeto“.
Infine, per quanto riguarda la denominazione del virus, Palù ha concluso: “Che questo virus sia cinese ce lo hanno detto i cinesi lo scorso gennaio e, ancor prima, il dottore Li Wenliang che lanciò l’allarme a Wuhan già nel tardo autunno del 2019. Il politically correct non mi appassiona: l’origine di questo virus è certamente cinese“.