“Le scuole elementari non sono un problema” per il contagio da Sars-CoV-2: il rischio è “dalle medie in poi”

"I bambini da 1 a 10 anni sono 20 volte più resistenti degli adulti" e contagiano più difficilmente: gli esperti ne sono convinti

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Le scuole elementari non sono un problema” in termini di accensione del contagio da coronavirus Sars-CoV-2. “Perché i bambini da 1 a 10 anni sono 20 volte più resistenti degli adulti“. A puntualizzarlo è stato il virologo Andrea Crisanti, intervenuto oggi a ‘Un giorno da pecora’ su Rai Radio 1. Il problema semmai, per l’esperto dell’università di Padova, “è dalle medie in poi“. Crisanti ribadisce l’importanza dell’uso della mascherina e del rispetto di tutte le misure anti Covid, ma sottolinea: “Io vedo in strada un sacco di bambini di 7-8 anni che mettono la mascherina”.

Ed effettivamente notizie rassicuranti in tal senso arrivano da più parti. Uno studio recente ha dimostrato che i più piccoli raramente trasmettono il Covid. Solo nell’8% delle infezioni di Sars-Cov-2, infatti, i bambini e ragazzi sono stati vettori della trasmissione. Mentre nell’epidemia di influenza aviaria H5N1 in oltre il 50% dei casi l’infezione è stata portata in famiglia proprio dai bambini. A giungere a questa conclusione sono stati gli esperti della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (Sitip), a seguito di un’ampia analisi condotta attraverso numerosi studi scientifici, proprio nel momento in cui il dibattito sul ritorno a scuola, a volte associato al ruolo dei bambini nella diffusione dell’epidemia, si fa sempre più infuocato.

In realtà, tutte le indagini effettuate in vari Paesi del mondo – ha spiegato Guido Castelli Gattinara, presidente Sitip – dimostrano che i bambini e ragazzi sono fonte di infezione in una percentuale variabile a seconda dei lavori, dal 5% al 9% delle infezioni da coronavirus“. Tra gli studi esaminati, una vasta metanalisi pubblicata a settembre su Jama Pediatrics su un campione di 41.600 bambini e 269.000 adulti, ha mostrato come la condizione di ‘contatto infetto’ riguarda circa la metà nei bambini rispetto agli adulti. Che i più piccoli presentino poca capacità di trasmettere il virus lo dimostrano anche gli studi sui focolai nelle scuole: “A giugno in Inghilterra – spiega Giangiacomo Nicolini, specialista in malattie infettive all’Ospedale San Martino di Belluno e membro del Consiglio direttivo Sitip – su 30 focolai scolastici la trasmissione dai e ai bambini ha interessato solo 8 casi e da bambino a bambino solo 2 casi su 30“. E uno studio italiano, di Danilo Buonsenso, pediatra della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli Irccs di Roma, sembra confermarlo: “Al 5 ottobre un singolo caso di infezione veniva riportato in più del 90% delle scuole, mentre un cluster epidemico con più di 10 studenti è stato riportato da una sola scuola”.