Il soldato americano Adler trovò tre bambini italiani in una cesta: oggi, dopo 76 anni, li ha riabbracciati [FOTO]

76 anni fa il soldato americano Martin Adler aveva tre bambini italiani in un cesta: ora è riuscito ad incontrarli e riabbracciarli

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Il soldato americano Martin Adler aveva trovato, insieme al compagno d’armi John Bronsky, tre bambini in una cesta, il tutto mentre, nel 1944, combattevano lungo la Linea Gotica. Ora Adler ha ritrovato quei tre bambini, dando loro un’identità: si chiamano Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi e hanno 83, 81 e 79 anni. Oggi hanno ‘incontrato’ virtualmente il militare, ora 96enne che, tra settembre e ottobre 1944, li trovò nella loro casa di Monterenzio (Bologna) e regalò loro della cioccolata. Nei giorni scorsi Adler, aiutato dalla figlia Rachelle, aveva lanciato un appello pubblicando le foto dei piccoli, che aveva custodito per 76 lunghi anni. Missione compiuta, come annuncia il giornalista e scrittore Matteo Incerti che aveva diffuso l’appello.

Ecco il posto che Incerti ha pubblicato sui social per raccontare questa incredibile e dolce vicenda:

CIAO BAMBINI! NEL GIORNO DI SANTA LUCIA SI AVVERA IL SOGNO DEL SOLDATO MARTIN: VI PRESENTO BRUNO, MAFALDA E GIIULIANA NALDI.
Come in una favola di Natale. Anzi della notte di Santa Lucia. Ieri sera un messaggio arriva sul mio account, ‘ Buongiorno signor Matteo c’e’ un signore di 83 anni che ha bisogno di parlarle. E’ quello della fotografia”. Ci siamo, penso mentre le emozioni scorrono forti. Un nuovo piccolo miracolo della vita si sta compiendo. Una nuova incredibile storia e’ pronta per essere raccontata. Penso alle tante storie scoperte e riunite in questi anni di ricerche e libri: le staffette Giovanna ‘Liberta’ Quadreri e Mercedes “Tundra” Zobbi e le figlie del soldato Mulvey che loro portarono in salvo, a Francesco Zambonini fatto nascere e salvato durante un rastrellamento nazista dall’ufficiale sanitario tedesco Gottfried Lubeck, a David ‘mad Piper’ Kirkpatrick lo scozzese che si paracaduto’ in kilt e Albertina Magliani la sposa che andò all’altare con il suo paracadute “nuziale” di seta bianca, ai bracciali di sterline di James Arthur Riccomini e Fedor Lukianenko. A Rocky Riojas, a Livio “Delinger” Piccinini, alla staffetta Mary e l’incredibile Don Torta che salvarono l’inglese James Arthur Riccomini e l’australiano Harold Peterson che si gettarono da un treno che li stava portando ne lager nazisti…Penso agli amori partigiani di “Fanfulla” e “Tundra”, a Jock Easton il commandos stuntman, allo spagnolo Geronimo ed ai guerrieri pellerossa che combatterono in Italia e tutte le altre incredibili storie perse nel tempo . Storie che in dieci anni ho riannodato e raccontato nei miei libri che mi hanno e hanno regalato emozioni. Faccio un grande respiro. Commosso chiamo il numero di telefono del signor Bruno Naldi, classe 1938 . Emozionato mi dice di essersi riconosciuto nella foto e di ricordarsi di americani nella sua casa in una frazione di Monteverzio sull’ Appennino bolognese. E’ un susseguirsi di emozioni. Mi racconta delle sorelle Mafalda e Giuliana classe 1938 e 1941. Anche loro sono vive ! Mafalda si è riconosciuta subito in quella foto rimbalzata dal Tg1, in rete e suoi quotidiani dopo il mio post. Vivono tutti a Castel San Pietro dove si trasferirono nel 1953. Giuliana si ricorda di quel grande cesto dove per gioco si nascondevano. Si ricordano della cioccolata che i soldati del 339th Reggimento della 85esima Divisione USA gli donarono. Loro erano lì in un borgo di Monterenzio nell’autunno del 1944. Uno scatto di pace nell’inferno della Linea Gotica. Avvertiamo Martin e Rachelle, la tecnologia ci riunisce …Martin esclama: Greaaaattttt! Poi, appena si connette con tutti noi da una parte all’altra dell’Oceano oltre il tempo e i confini : li saluta per nome e rispolverando le poche parole imparate 76 anni fa…Ciao Bambini! Vuoi cioccolata? Proprio come allora. E’ una favola. Una favola della vita nata nel buio della guerra. In questi momenti bui del nostro tempo ne abbiamo forse un po’ tutti bisogno per trovare calore umano e amore. Commosso e felice con Martin e Rachelle e tutta la famiglia Naldi vorrei ringraziare le decine di migliaia di persone che da sabato si sono impegnate in questa bellissima caccia al tesoro: Isabella Romano del Tg1, Andrea Brini dell’associazione della 85th Us Infantry Division, Letizia Gamberini del Carlino Bologna, Valerio Varesi di Repubblica, Alice Scaglioni del Corriere, Tommaso Romanin dell’Ansa Bologna e soprattutto le decine di migliaia di persone che hanno condiviso la notizia. Come insegnano i miei amici nativi ojibwa e cree il segreto della vita e’ condividere. Perché siamo tutti sull’orlo del tamburo. Questa notte prima di addormentarmi inizia il primo capitolo del mio nuovo libro…anzi e’ già iniziato. Grazie a tutti voi che avete sognato con Martin, Rachelle Shelley Adler Donley, Bruno, Giuliana e Mafalda”.