Spazio, l’urina come fertilizzante per la sopravvivenza su Marte: consentirebbe l’agricoltura sul Pianeta Rosso

"L'urina contiene una serie di elementi vitali per la nutrizione delle piante": ecco come potrebbe rendere possibile il sostentamento umano nello spazio

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Con i progressi nell’esplorazione spaziale, la comunità scientifica sogna in grande: non solo il ritorno sulla Luna, ma anche la creazione di una base lunare e infine la colonizzazione di Marte. Tra le tante sfide che queste idee presentano, c’è quella della sopravvivenza dell’uomo in ambienti ostili. Ora gli esperti della Tokyo University of Science hanno esaminato la possibilita’ di ricavare sostanze fondamentali per l’agricoltura dall’urea.

Infatti, un fertilizzante liquido a base di scarti biologici liquidi, come l’urina, potrebbe rappresentare un mezzo fondamentale per garantire la possibilita’ di coltivare raccolti in ambienti ostici, come l’Antartide o il suolo di Marte. Lo studio è stato pubblicato sul New Journal of Chemistry della Royal Society of Chemistry. “Una delle principali sfide che deve affrontare qualsiasi insediamento a lungo termine – sostiene Norihiro Suzuki della Tokyo University of Science – e’ quello di raggiungere un certo grado di autonomia, per consentire alle colonie di sopravvivere anche in caso di fallimento delle catene di approvvigionamento, il che implica la sufficienza alimentare e l’auto-sostentamento”.

pianeta marte
Foto Getty

Il team ha cercato di affrontare il problema della produzione di cibo in ambienti chiusi, come quello tipico di una stazione spaziale. “Gli agricoltori utilizzano rifiuti animali come fertilizzante da migliaia di anni – aggiunge l’esperto – perche’ rappresentano una fonte di azoto. Abbiamo valutato la possibilita’ di raccogliere l’azoto dall’urea, il che potrebbe contemporaneamente aiutarci a superare il problema della gestione dei rifiuti umani nello spazio”. Gli scienziati sostengono che questo processo potrebbe portare a ottenere un prodotto utile, cioe’ l’ammoniaca, da un prodotto di scarto, utilizzando apparecchiature comuni a pressione atmosferica e temperatura ambiente.

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Abbiamo sviluppato un processo elettrochimico – spiega Akihiro Okazaki, collega e coautore di Suzuki – per derivare ioni di ammonio da un campione di urina artificiale. Sebbene la configurazione sperimentale non fosse semplice, per via della complessita’ delle reazioni, siamo riusciti a ottenere un fertilizzante in modo elettrochimico”. Gli scienziati sottolineano che nei prossimi step sara’ necessario ripetere gli esperimenti con campioni reali di urina. “Siamo davvero ottimisti – conclude Kai Takagi, terza firma dell’articolo – l’urina contiene una serie di elementi vitali per la nutrizione delle piante. Crediamo che questo metodo possa davvero rendere possibile il sostentamento umano in spazi chiusi come le stazioni spaziali. La vita umana colonica su Marte sembra un traguardo ancora lontano, ma il nostro lavoro suggerisce che potremmo essere sulla buona strada per garantire la nostra sopravvivenza a lungo termine”.