Marco Buttu, ingegnere elettronico e ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), ha pubblicato stamattina su facebook una testimonianza da brividi dalla Stazione Concordia, la base di ricerca permanente italo-francese situata in Antartide a 3.233 metri di altitudine sul livello del mare, in una delle aree più estreme del pianeta. Impegnato nella 36ª spedizione “ItaliAntartide” del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), ha annunciato la partenza degli ultimi 4 ricercatori della campagna estiva e il proprio stato d’animo in vista dell’inverno australe. Ecco il suo post:
Carissimi, il Basler è appena decollato, lasciandosi dietro un polverone di neve e un malinconico silenzio. Sono partiti gli ultimi 4 colleghi della campagna estiva, l’inverno è ufficialmente iniziato e per nove mesi saremo irraggiungibili: nessuno può andar via, nessuno può venire in soccorso. Saremo i 12 esseri umani più isolati al mondo, assieme ai 13 russi di Vostok. Eppure non è questo che mi fa apparire la situazione surreale. Lo è il pensiero all’attuale momento storico, a ciò che il resto del mondo sta vivendo, ai bambini che vedono i genitori impotenti, alle libertà che vengono a mancare. Qua a Concordia ci aspettano più di tre mesi di buio continuo, temperature prossime ai -80°C, un lungo periodo lontano dai nostri cari e da ogni altra forma di vita, notti insonni per via della carenza di ossigeno. Nonostante ciò, non è il gelido inverno antartico a preoccuparmi, ma ciò che troverò alla fine dell’anno, al mio rientro nel “mondo normale”. Voglio essere positivo e pensare che rivedrò il vostro viso sorridente, che vi saluterò senza distanziamento, con un forte abbraccio, che ci sposteremo senza restrizioni e che saremo liberi sotto ogni aspetto. Vi lascio con questo augurio e vi mando un caloroso saluto, pieno di affetto e speranza ❤️


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?