Anziani insultati sui social per aver fatto il vaccino anti Sars-Cov-2: quando odio, ignoranza e idiozia sono la vera epidemia

Anziani sempre più nel mirino degli haters sui social: postano immagini di santi e gattini, e poi insultano i centenari che si vaccinano

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Le immagini dei tanti anziani che in questi giorni si stanno vaccinando contro il Covid-19 ci dovrebbero riempire di gioia, o quanto meno farci tirare un primo sospiro di sollievo: vaccinare i più deboli significa avvicinarsi sempre di più alla meta, ovvero al momento in cui non dovremo più aver paura. Il virus non verrà debellato, ma sapremo come difenderci, e soprattutto sapremo come difendere malati e anziani.

Eppure il mondo dei social, sempre più degradato e colmo di disagiati, si è rivoltato anche contro tutto questo: in questi giorno è sufficiente scorrere i post dei vari giornali online per vedere, a commento dei post che riportano le notizie degli anziani vaccinati, migliaia di insulti soprattutto rivolti proprio ai più longevi. E’ il caso ad esempio di Basilio Pompei, 103 anni, e Gary Spampanato, 102, vergognosamente insultati solo per aver fatto il vaccino nonostante siano ultracentenari. “Dosi sprecate per vecchi decrepiti che hanno giorni o mesi di vita“, hanno scritto gli haters di Facebook.

Sono stati ovviamente tanti i commenti positivi, di apprezzamento, ma a far notizia e a balzare all’occhio sono purtroppo i troppi insulti di gente che non ha capito nulla. Della scienza, della medicina, ma anche della vita stessa. La colpa di Basilio, di Gary e di tutti i loro coetanei che sono vaccinai? Solo quella di essere anziani e dunque ‘non meritevoli‘ di cure. Un principio assurdo, cha va contro ogni forma di amore e di rispetto per la vita umana.

Ma c’è anche un altro motivo dietro a questo voler negare il vaccino ai più anziani: chi insulta è gente non solo cattiva e ignorante, ma anche in preda al panico e all’allarmismo ingiustificato. Si tratta degli ‘impanicati’ del virus, che non vogliono che il vaccino venga “sprecato” per i vecchi perché lo vorrebbero prima loro. E magari loro hanno 20, 30 o 40 anni e il vaccino per il SARS-CoV-2 potrebbero anche non farlo, perché con molta probabilità il virus non causerebbe loro alcuna grave conseguenza.

La verità è che l’unico vaccino da somministrare a questa gente sarebbe quello anti-ignoranza. Peccato che non esista e che non ci sia una cura. Tranne quella, forse, di isolare queste persone. Sui social, come nella vita reale.