L’asteroide 2009 JF1 è davvero diretto verso la Terra? Qual è il rischio di impatto?

L'asteroide 2009 JF1 segue un'orbita che può intersecare quella della Terra, ma il rischio di ingresso in atmosfera è quantificato in 0.026%

Ha un diametro di circa 13 metri e la NASA lo ha inserito tra gli oggetti che potrebbero entrare in collisione con la Terra: attenzione però – nonostante quanto si legga negli ultimi giorni su testate e social – il rischio è così basso da essere praticamente trascurabile.
L’asteroide 2009 JF1 è stato inserito nella lista Sentry, un programma sviluppato per analizzare in modo automatico i cataloghi astronomici alla ricerca di oggetti che possano collidere con il nostro pianeta (nell’arco di 100 anni): ogni volta che il programma individua una possibile collisione, pubblica automaticamente i risultati sul sito gestito dal CNEOS (Center for Near-Earth Object Studies) della NASA.
Tutto ciò non implica necessariamente un impatto certo o un rischio per la Terra: l’asteroide 2009 JF1 segue un’orbita che può intersecare quella del pianeta, ma il rischio di ingresso in atmosfera è quantificato in 0.026%, e quindi la probabilità che “sfiori” la Terra a distanza di tutta sicurezza è del 99.974%.
In sostanza, si legge sul sito Sentry, la possibilità che il sasso cosmico scoperto nel 2009 ci colpisca il 6 maggio 2022 alle 06:34 UTC (data di massimo avvicinamento) è una su 3800.

Cos’è un asteroide

Un asteroide è un piccolo corpo celeste simile per composizione ad un pianeta e spesso privo di forma sferica: il diametro può variare da qualche decina di metri a 1.000 km ma, in genere, non supera i 100 km. La NASA studia gli oggetti più vicini a noi, calcolandone le traiettorie future in modo da evitare impatti con il nostro pianeta.

Si ritiene siano i relitti della formazione del Sistema Solare, corpuscoli che non riuscirono ad essere inglobati nella formazione dei pianeti.

Il loro nome significa letteralmente “a forma di stella” o “simili a una stella” in quanto, durante il periodo in cui furono scoperti i primi asteroidi, ovvero intorno all’inizio del 1800, essi apparivano come punti luminosi, al pari delle stelle.

Nonostante esistano migliaia di asteroidi, possono essere suddivisi in tre gruppi principali a seconda della loro composizione: gli asteroidi carbonacei, i più comuni, sono corpi pietrosi neri come il carbone, gli asteroidi silicei e gli asteroidi metallici.

Gli asteroidi composti per la maggior parte di ghiaccio sono invece dette comete: alcuni asteroidi sono residui di vecchie comete, che, avendo perso il loro ghiaccio nel corso di avvicinamenti al Sole, sono composti principalmente da roccia. La sublimazione delle sostanze volatili quando la cometa è in prossimità del Sole provoca la formazione della chioma (nube o atmosfera rarefatta che si genera attorno al nucleo) e della coda (nube che si allunga dalla chioma nella direzione del vento solare).

Nel nostro Sistema Solare sono già stati numerati e catalogati oltre 600.000 asteroidi e probabilmente altre centinaia di migliaia attendono ancora di essere scoperti.

L’asteroide più grande del Sistema Solare interno è Cerere (diametro di 900-1000 km), poi seguono Pallade e Vesta (500 km). La maggior parte degli asteroidi orbitano tra Marte e Giove, ad una distanza compresa tra 2 e 4 UA dal Sole, in una regione conosciuta come Fascia principale: almeno 200 mila asteroidi gravitano in questa fascia che è larga poco più di 150 milioni di chilometri.
Sono invece più grandi di Cerere numerosi oggetti del Sistema Solare esterno come ad esempio Eris, Sedna e Varuna.

Gli impatti con gli asteroidi hanno un ruolo importante nella formazione dell’Universo: ad esempio si ritiene che la Luna sia nata dall’impatto con un gigantesco asteroide.
Un asteroide ha colpito la Terra circa 65 milioni di anni fa provocando la scomparsa di molte specie animali (come i dinosauri) e vegetali.