Anche figlia e nipote di Aldo Moro firmano per la sfiducia a Conte: “Mio nonno morto per la libertà e ora ce la tolgono”

Il diritto alla salute non può, secondo Moro, essere superiore alla libertà, il più grande tra tutti i diritti: "Mio nonno avrebbe trovato una soluzione"

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“Mio nonno Aldo Moro mi ha insegnato che il diritto alla libertà non può essere violato. Senza non c’è nulla, nemmeno la salute“. Il documento/appello lanciato da Giorgia Meloni con il quale si sfiducia il premier Giuseppe Conte è stato firmato, tra gli altri, anche da Maria Fida Moro, primogenita del politico e giurista rapito e assassinato dalla Brigate Rosse nel 1978, e da Luca Moro, figlio di Maria Fida, amatissimo nipote di Aldo al quale lui stesso si rivolge nelle lettere inviate dal covo delle Br che lo tenevano prigioniero.

Intervistato dal Corriere della Sera, Luca Moro parla di libertà e di diritti negati. “Mi sembrava giusto intervenire in favore di noi poveri cittadini che subiamo lesioni di diritti inviolabili“. Il diritto alla salute non può, secondo Moro, essere superiore alla libertà, che il più grande tra tutti i diritti. “Mio nonno è morto per questo – spiega -. Invece qui, ogni giorno, si rischia di non poter uscire, di andare a lavoro, perfino di non andare a scuola”. E sulla scuola, in particolare, Moro si sofferma: “Può chiudere brevi periodi, ma non si può togliere ai ragazzi la scuola. Mio nonno una soluzione l’avrebbe trovata. Era un grandissimo educatore. Anche con me. Mi mostrava gli scacchi e diceva: “Vedi il cavallo fa la L di Luca?”. Lo ricordo benissimo. Il suo viso, i suoi gesti, le sue parole. Lui è sempre con me. Anche dopo quei giorni di serrande abbassate in cui molti sparirono: lui, la sua scorta, la nostra che ci venne tolta. Mi leggeva dentro. Mi regalò un leggìo per chitarra. Ora sono chitarrista. Non fu un caso”.

Tornando al motivo della sfiducia verso il premier, Moro fa il confronto con le nazioni estere, precisano che lì “non decidono a mezzanotte di chiudere i ristoranti. Qui lasciano tutti nel terrore. E non ci sono abituati”. Mio nonno, prosegue Luca Moro, “credeva che ogni persona fosse un universo. Non mi pare che ora ci trattino così“. Oggi, conclude, “non vedo altri leader dello spessore del nonno. Lo posso accostare solo a Gesù“.

Per via di queste affermazioni e di queste scelte, sia Maria Fida che Luca sono ormai da giorni oggetto di offese su numerose pagine social. Uno scempio degno di una nazione dove la libertà, anche quella delle idee, come dice Luca Moro, ci viene tolta giorno dopo giorno, un pezzetto alla volta.