La fine del mondo inizierà da una città italiana: il duomo ‘trino’, Nostradamus e l’angelo che la indica sarebbero le prove

In un antico calendario lunare un angelo indica il capoluogo piemontese: questa sarebbe una delle tante prove che la fine del mondo partirà dall'Italia

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Le profezie, soprattutto in questo tempo incerto segnato dalla pandemia, sono all’ordine del giorno. Ma in realtà le ‘previsioni’ per il futuro attirano la curiosità di molti da tempo immemore. Fin dalla notte dei tempi. Secondo una di queste profezie, la vera fine del mondo sarà annunciata da un segnale lanciato da un angelo da una città italiana: Torino, il capoluogo piemontese, città magica e occulta per eccellenza. Tutto inizia da una sorta di complessa connessione tra Torino ed altre città europee.

Il duomo di Torino è stato eretto al posto di tre chiese, ovvero quella di San Salvatore, la più antica, quella di San Giovanni Battista, dove si trovava conservata la mandibola del Battista, e quella dedicata a Santa Maria del Duomo. E’ dunque un duomo “uno e trino”. In Francia, invece, c’è la cattedrale di Chartres, costruita anch’essa al posto di tre antiche chiese; così come la cattedrale di Rouen, edificata nel 1144 sopra le rovine di tre chiese; e ancora quella di Amiens, eretta sopra tre chiese. Torino, Chartres, Rouen ed Amiens sono dunque le quattro città europee aventi come caratteristiche le cattedrali “trine”.

Ma non basta. Un vecchio calendario lunare presenta sulla copertina un’incisione risalente al ‘600 raffigurante un angelo che, volando sull’Europa, sfiora con l’ala Amiens, Rouen, Parigi e Chartres. La sua mano sinistra, però, indica Torino e la destra Santiago di Compostela. Secondo numerose ipotesi l’incisione originale sarebbe stata eseguita dopo che la Sindone è stata portata da Chambery al Duomo di San Giovanni. Un’altra versione racconta che l’angelo in questione dimostrerebbe l’appartenenza di Torino, Chartres e Santiago di Compostela ad una sorta di triangolo magico, al centro del quale l’angelo rappresenterebbe una forza magica.

Poi, a corroborare queste tesi, c’è il commento in francese che fa da didascalia all’angelo:

Quando da Torino
l’angelo chiamerà Le Penseur,
a Notre-Dame le chimere urleranno
e si sveglierà l’angelo di Chartres,
che spezzerà l’orologio
a significare che il tempo è finito.
L’asino farà suonare la ghironda.
Ad Amiens risplenderà la testa
del Battista e l’angelo non piangerà più.
A Rouen tornerà a battere
il cuore di Riccardo
e un’armonia di campane
annuncerà il Salvatore”.

Torino esoterica

Che il capoluogo piemontese fosse considerata città magica non è certo una novità. Da secoli Torino viene considerata una città misteriosa, dove magia bianca e magia nera si intrecciano, dando luogo a miti e leggende affascinanti. Oltre ai bei palazzi risalenti al periodo monarchico, alla Mole Antonelliana, ai parchi come il Valentino, la città offre luoghi d’interesse anche agli appassionati di esoterismo. E’ considerata infatti simbolo del culto massonico, ma anche del satanismo del quale sarebbe una delle città più emblematiche.

Sicuramente in passato la “Torino sotterranea” ha dato ospitalità e protezione a uomini simbolo della magia, come l’esoterista e alchimista Alessandro Cagliostro e l’astrologo “veggente” Nostradamus. Quest’ultimo, in particolare, arrivò nella città della Mole nel 1556 dove soggiornò nella “Domus Morozzo”, distrutta poi da un incendio. Pare che al suo interno vi fosse un’incisione, poi bruciata tra le fiamme, che diceva: “Nostradamus ha soggiornato qui, dove c’è il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria. Chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la rovina intera”, frase attribuita proprio a Nostradamus, che non ha fatto altro che incrementare il mistero che ruota attorno a Torino, considerata città crocevia di segreti, divisa tra il bene della magia bianca e il male della magia nera.

Secondo un’antica leggenda, mai corroborata da fonti storiche ufficiali, Torino fu fondata nientemeno che dagli antichi Egizi, e in particolare da Fetonte, figlio di Iside dea della magia, che volle creare un centro di culto al dio Api, rappresentato con le sembianze di un toro, proprio nel luogo in cui si incrociano i fiumi Dora e Po, dove il primo rappresenta il lato femminile, ovvero la Luna, e il secondo il lato maschile, il Sole. Maschile e femminile sono elementi ricorrenti in tutte le leggende esoteriche, più o meno fondate.

Secondo i moderni esoteristi Torino sarebbe al vertice di due triangoli magico-geografici. Il primo, quello della magia bianca, la unirebbe a Praga e Lione; il secondo, della magia nera, collegherebbe la città piemontese a Londra e San Francisco. Anche nella pianta della città e nella sua posizione vi sono elementi riconducibili a questa sua natura magica: la pianta romana indica le porte d’ingresso in corrispondenza dei quattro punti cardinali; Torino si trova sul 45° parallelo, segnato da un obelisco nella Fontana del Frejus in Piazza Statuto e considerato come uno dei punti della città riconducibili alla magia nera.

Il Sacro Graal

In questa vicenda come potrebbe non rientrare anche il Sacro Graal? Secondo la tradizione, lo sguardo della statua che rappresenta la Fede, di fronte alla Gran Madre, indicherebbe un luogo dove sono celate tutte le informazioni che servono per trovare il leggendario calice, al quale sarebbe collegato anche il castello di Moncalieri indicato come una delle sedi dei cavalieri Templari. Sempre secondo queste credenze, sotto al celebre Museo Egizio, ci sarebbero le “Grotte Alchemiche”, sede di misteriosi alchimisti medioevali, esattamente come nei sotterranei del museo de Il Cairo.

Fantasia o realtà? I cultori e gli appassionati di esoterismo sembrano non avere dubbi. Che sia storia e leggenda, che sia bene e male, il capoluogo piemontese rimane misterioso per molti, tanto che l’idea che l’Apocalisse possa partire proprio da lì è una delle più accreditate.