“InvEarth”, con Simone Arrigoni la natura diventa arte

"InvEarth", il progetto fotografico di Simone Arrigoni, detentore di diversi record di apnea. Una spettacolare raccolta fotografica che unisce scienza, natura ed arte

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MeteoWeb

Pianista, sportivo e fotografo di successo, Simone Arrigoni conquista un nuovo importantissimo traguardo con la pubblicazione del libro “InvEarth”. Una speciale raccolta di fotografie, un progetto che si concentra sulle tre parole che formano il suo nome: “Invert, Earth, Art“. Per ogni serie di fotografie è stato scelto da uno dei quattro elementi (acqua, terra, fuoco e aria) un soggetto naturale, come simbolo del nostro pianeta. L’obiettivo di Simone Arrigoni, recordman di apnea e abilissimo musicista, è quello di rivelare il lato inusuale ed intrisecamente artistico di ogni soggetto fotografato.

Un progetto pluripremiato nel quale vengono rappresentati negli spettacolari scatti 5 elementi rappresentati: 1. Alta Tensione, 2. Tossico, 3. Metamorfosi, 4. Velluto, 5. Sincronia. Ad ognuno di essi corrisponde un preciso soggetto: per l’alta tensione Arrigoni ha scelto i fulmini, per il tossico le meduse, per la metamorfosi le farfalle, per il velluto le rose e per la sincronia gli storni. Arrigoni gioca molto con la dicotomia bianco e nero e l’inversione negativa e mira a trovare un punto di convergenza tra scienza e creatività in modo tale da trasformare la bellezza della natura in arte. Si tratta di un progetto che ha ricevuto più di 30 premi internazionali ed è stato esposto in tutto il mondo: dalla Russia all’Europa, passando per la Cina.

Chi è Simone Arrigoni

Nato a Roma nel 1973 è un pianista, detentore di molti record di apnea e fotografo, con più di 150 premi nei più prestigiosi contest di foto internazionali.  I suoi lavori sono stati pubblicati in diversi libri, giornali e cataloghi, ma anche collezionati ed esibiti in tutto il mondo. Col tempo Arrigoni ha iniziato a creare due progetti fotografici nei quali interpreta elementi selezionati dalla terra o dal cielo stellato con una chiave artistica unica ed originale. Arrigoni ha una profonda sensibilità artistica: cresciuto studiando piano come una giovane promessa del concertismo classico al conservatorio di Santa Cecilia a Roma, Simone ha dovuto rinunciare alla sua carriera da pianista a seguito di due eventi che gli hanno cambiato la vita, un incidente stradale e la morte di suo cugino Stefano a soli 17 anni in mare. Uno dei sogni di Stefano era di stabilire un record di apnea, così Simone ha deciso di iniziare per lui degli allenamenti mirati e presto ha mantenuto la promessa per il cugino, conquistando 21 record di apnea in mare, nelle acque di laghi, sotto il ghaccio ed insieme ai delfini. Simone ha sempre voluto trasmettere emozioni e messaggi importanti con le sue attività subacquea, sollecitato a rivelare la sua sensibilità artistica con ogni possibile mezzo di comunicazione. e nella fotografia non poteva non trovare un modo elettivo per esplorare il mondo ed esprimersi attraverso il filtro della creatività.

Le passioni di Simone Arrigoni

Fin da bambino sono sempre stato irresistibilmente attratto dalla scienza in generale, riguardante la sfera dell’infinitamente piccolo fino a quella dell’infinitamente grande, l’universo appunto. Quasi ipnotizzato, passavo ore ed ore ad osservare qualsiasi tipo di animale, in particolar modo insetti, nel loro ambiente naturale; mi incuriosiva il loro mondo in miniatura, e ad ogni osservazione venivo sempre più affascinato da comportamenti e dinamiche che potevo cogliere solo in seguito a lunghe e ripetute osservazioni. Era un po’ come esplorare un’altra dimensione, qualcosa di veramente stimolante per un bambino! Allo stesso modo, tramite le prime osservazioni con un telescopio amatoriale, la passione per l’astronomia mi dava l’indescrivibile emozione di poter guardare lontano nello spazio e nel tempo, in dimensioni sconfinate. Nel corso degli anni questa mia passione è stata favorita da alcune singolari opportunità, come ad esempio la scoperta di un raro quanto spettacolare fenomeno di bioluminescenza verificatosi in un lago salmastro dell’isola di Kythira in Grecia, che ho avuto la fortuna di documentare più di una volta con fotografie a lunga esposizione. L’amore per la scienza sta alla base anche di un altro progetto fotografico che ho lanciato insieme a “STARt”, si chiama InvEarth, un gioco di parole composto da “invertire” e “Terra”, perché in ogni serie scelgo un determinato soggetto naturale e lo ritraggo in bianco e nero, invertendolo in negativo. In questo modo si crea un effetto particolare, per cui, ad esempio, nella prima serie proposta che ha come soggetto i fulmini, questi ultimi appaiono neri. Sono felice che l’idea abbia già riscosso importanti successi, infatti “High voltage” è stata esposta in Cina all’International Art Photography Festival di Lishui, a gennaio andrà in mostra al Palazzo del Parlamento Europeo di Bruxelles, ed è in vendita come edizione speciale in un cofanetto da collezione edito da EdiFore – Image in Progress”, aveva dichiarato qualche anno fa Simone ai microfoni di MeteoWeb.

“Ogni mia passione subisce la diretta contaminazione delle altre. Non potrei mai immaginare di fare sport senza analizzarne gli aspetti scientifici, così come prediligo pianificare le mie sfide sportive in ambienti naturali piuttosto che in impianti sportivi artificiali (ricordo, fra tutti, i due record di apnea sotto i ghiacci): in questi ambienti le prestazioni sono atleticamente molto più difficili da raggiungere, ma anche per questo ancora più stimolanti dal punto di vista sportivo ed emotivo”, aveva aggiunto.