Niente sesso per gli inglesi in lockdown: la crisi dei single londinesi e l’astinenza forzata

Per evitare l'astitenza dal sesso il governo britannico aveva pensato ad una "bolla di sostegno”, ma a breve potrebbe venire meno anche quella

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Da quasi una settimana, precisamente dal 3 gennaio, il Regno Unito è di nuovo in lockdown totale, a causa dell’aumento dei contagi da Sars-Cov-2. Si tratta di un vero e proprio problema per i single, che per rispettare le regole hanno dovuto ridurre la propria attività sessuale negli ultimi mesi. Tanto che, secondo un sondaggio, un quarto dei britannici non ricordea nemmeno l’ultima volta che ha fatto sesso.

A sostenerlo è uno studio dell’azienda di salute sessuale britannica MysteryVibe, che ha condotto un sondaggio su 10mila persone in Regno Unito. Il fenomeno ha anche un nome: “recessione sessuale”, da affiancare a quella economica. Ebbene, un terzo degli interpellati ha dichiarato di aver fatto meno sesso nel 2020 rispetto al 2019. Ad essere maggiormente colpite da questa condizione  sono le donne. Inoltre il 25% dei britannici sostiene di non aver fatto mai sesso nel 2020 a causa delle problematiche in atto nella lotta al Covid e dell’ansia che queste possono generare.

E le notizie all’orizzonte non sono buone: il governo sta pensando di aumentare i divieti per cercare di contenere l’avanzata della “variante inglese” del Coronavirus e di eliminare le “support bubbles”, cioè la “bolla di sostegno” che tutti i single e le persone anziane che vivono da sole possono stringere con un’altra persona o altro nucleo familiare. Si tratta, in sostanza, di misura in grado di aiutare chi ha bisogno di assistenza ma che quando venne annunciata all’inizio della scorsa estate era stata considerata anche come la fine del “sex ban”, ovvero del divieto di sesso. Allo stato attuale, infatti, un single può vedersi liberamente con un’altra persona (purché sia sempre la stessa), all’esterno e all’interno della propria abitazione, creando una “bolla”.

Ma la “support bubble” potrebbe essere il prossimo taglio operato dal governo per fronteggiare l’aumento dei contagi. Gli ospedali britannici “sono nel momento più difficile della loro storia”, dicono la massima autorità medica del governo, il prof. Chris Whitty, e gli altri responsabili della Sanità pubblica. Gli ospedali rischiano di essere travolti di pazienti per Covid entro pochi giorni, tanto che a Londra il sindaco Khan ha dichiarato emergenza,. Il prof. Marcel Levi, a capo degli University College Hospitals, ha parlato in termini drammatici: “Di questo passo, saremo costretti in alcune strutture a curare solo pazienti Covid“: 800 al giorno in più nella sola Londra.