Previsioni Meteo, FOCUS sull’irruzione fredda del weekend: gelo e neve a bassa quota, MAPPE e DETTAGLI

Previsioni meteo: giovedì sera la saccatura fredda dalla Russia raggiungerà l'Adriatico per poi sfondare sulla penisola tra venerdì e sabato. Si annunciano 3/4 giorni di pieno inverno su molte regioni. Gli ultimi aggiornamenti

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E’ confermata l’irruzione di aria fredda che prenderebbe piede a iniziare dalla sera di giovedì 14 gennaio, poi per tutto il corso di venerdì e fino a tutto il weekend, anzi con strascichi anche a inizio settimana prossima. La lingua fredda sarebbe pilotata sull’Italia  da una oblunga saccatura artica continentale estesa dalla Russia, settori baltici orientali, a tutto l’Est Europa e fino al Mediterraneo centrale. Si tratterebbe di aria fredda soprattutto nei bassi strati, quindi che viaggerebbe nelle sezioni medio-basse dell’atmosfera; ci sarebbe abbastanza aria fredda anche negli strati più alti, ma questa non riuscirebbe ad arrivare in Italia, si fermerebbe sulle regioni balcaniche e dall’ex Jugoslavia. Dunque aria fredda soprattutto dai 2000 m in già, che raggiungerebbe il culmine più freddo tra la giornata di sabato e quella di domenica 17, quando i valori termici a 1400/1500 m circa, potrebbero portarsi tra le regioni adriatiche, appenniniche, quelle meridionali peninsulari e anche localmente al Nordest, mediamente tra i -6 e i -9°C, anche -10° sulle aree interne del basso Abruzzo. Al suolo, questi valori si tradurrebbero fino a -2/-4°C sui settori interni collinari appenninici, localmente anche sulle pianure interne, e punte negative fino a -5/-7°C sulla media-alta collina dell’Appennino centro-meridionale. In questa sede ci occuperemo dei possibili effetti instabili derivanti da deduzione fredda, fino a tutto sabato 16.

Ma dove sarebbe associata una maggiore instabilità a questa irruzione fredda?  La risposta, al momento, è ancora piuttosto incerta per via di una inconsueta indecisione da parte dei centri di calcolo sulla formazione di un minimo depressionario. Tuttavia, stando ad alcune dinamiche termiche, alle curvature cicloniche proposte alle medie quote e alla reazione fisiologica  delle acque superficiali dei nostri bacini, certamente miti rispetto alla consistenza dell’aria fredda in arrivo, con buona probabilità si formerebbero minimi soprattutto tirrenici, a iniziare dai settori medio-alti, ma qui più veloci, poi verso quelli medio-bassi, qui senz’altro più indugianti.  In linea di massima, ci sarebbero dapprima, venerdì mattina, precipitazioni ancora irregolari e nevose in collina o fino a bassa quota sulle Alpi e tra Liguria, Ovest Emilia, basso Piemonte e Nord Toscana, poi via via, però, qui in miglioramento. Nel corso di venerdì, piogge e rovesci irregolari scivolerebbero lungo il medio-basso Tirreno, interessando la Toscana, il Lazio, l’Umbria e poi più diffusamente la Campania, la Sardegna, la Calabria, l’Ovest Lucania e in serata, la Sicilia. Fenomeni raggiungerebbero anche i settori adriatici, sebbene in forma più debole e irregolare. Venerdì, ci sarebbero nevicate fino a quote collinari o basse sull’Appennino centro-meridionale, più intense tra Campania, Lucania centro-occidentale e Centro Nord Calabria, su quest’ultima regione con quota neve più alta. Per la giornata di sabato, continuerebbero addensamenti a locali piogge o nevicate irregolari fino al piano localmente, sul medio-basso Adriatico e sui relativi settori appenninici; locali rovesci di pioggia o nevicate intorno ai 600/700 m sul Nord della Sicilia e sull’estremo Sud della Calabria, tempo migliore altrove, ma freddo ovunque.

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