Appena ieri, in un nostro consueto aggiornamento sul medio-lungo periodo, abbiamo computato l’ipotesi di un rinforzo dell’alta pressione sui settori centro-occidentali del nostro continente. Questo prospetto barico prende sempre più corpo nei forecasts modellistici con una ipotesi di maggiore stabilità su tutti i settori occidentali del continente nel corso della seconda decade del mese. Tuttavia, avevamo anche messo in evidenza che il Mediterraneo centrale e l’Italia, potrebbero sostanzialmente porsi ai margini della struttura anticiclonica, la quale si ipotizzerebbe con massimi più verso la Spagna e le coste occidentali europee. Quindi, una protezione senz’altro più flebile in corrispondenza dell’Italia e, per di più, con una crescente esposizione del nostro paese a possibili irruzioni fredde di matrice artico-continentale. Anche questa ipotesi acquista, alla luce degli ultimissimi aggiornamenti mattutini, sempre più credibilità nei limiti, naturalmente, di una prospettiva a circa 10 giorni, quindi piuttosto in là con i tempi.
Ma, ad avvalorare possibili futuri scenari all’insegna delle correnti artiche continentali fredde anche in direzione dell’Italia, giungono manovre rilevate, a dire il vero già da qualche giorno a questa parte, ma con una ulteriore conferma dall’ultimissimo aggiornamento di oggi, nelle sezioni medio-alte dell’atmosfera, ossia nella Stratosfera. Un po’ a tutti i livelli stratosferici emerge un Vortice Polare fortemente indebolito a opera di riscaldamenti, cosiddetti StratWarming, insistenti e anche consistenti, al punto da destrutturare in maniera pesante il VPS e spostarlo dalla sede naturale a10 hp, intorno ai 30.000 m, con delocalizzazione prevalente su territorio siberiano-russo-europeo. Ma, alle quote stratosferiche un po’ più basse, a 50 hpa, intorno ai 20.000 m circa, gli effetti sarebbero ancora più eclatanti. L’immagine in evidenza rappresenta in maniera palese il piazzamento di un hp caldo in sede polare con vortice spezzettato in tre lobi e girovaganti per le medie latitudini. Per di più, e cosa ancora più importante, ci sarebbe la propagazione ancora più in basso di questa forte crisi del Vortice Polare, con evidenza anche a 100 hpa, 16.000 m circa, quindi quasi ai confini con la Troposfera, immagine interna, di un Vortice Polare sostanzialmente diviso in due e con lobo siberiano-russo-europeo indirizzato in assetto freddo offensivo proprio verso l’Est Europa e anche il Mediterraneo centro-orientale. Si tratta di prospettive tutte stratosferiche, quindi alle quote un po’ più alte dell’atmosfera, ma, lo ribadiamo, in penetrazione fino alle soglie troposferiche, quindi la possibilità che prenda corpo una irruzione più seriamente fredda anche per il nostro paese appena dopo metà mese o verso la terza decade, acquista sempre più credibilità. La redazione di MeteoWeb continuerà a seguire costantemente l’evoluzione del tempo nel medio-lungo periodo apportando quotidiani aggiornamenti.



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