Dopo la fase fredda, la più fredda dell’inverno, sino a ora, che prenderà piede nelle prossime ore e che si protrarrà fino al 20 del mese circa, l’evoluzione del tempo non sarà all’insegna della stabilità, o perlomeno non in modo prevalente. Qualche onda più stabile potrà anche aversi, proprio a seguito dell’irruzione fredda, più probabile nei primi due giorni della terza decade, magari con tempo generalmente più asciutto e anche più soleggiato, ma sarebbe, secondo i forecasts dei maggiori modelli mondiali, una stabilità temporanea. Infatti, un po’ tutta l’ultima settimana di gennaio, quindi dal 23/24 del mese e fino al 31, tornerebbe a essere caratterizzata, per il Mediterraneo centrale e per l’Italia, dalle correnti instabili occidentali o anche nordoccidentali, quindi di matrice atlantica, in alcune fasi più miti, in altre magari anche con componente più fredda di matrice sub-polare.
Fase finale del mese, quindi, nella quale tornerebbero le piogge diffuse su buona parte d’Italia, ma abbondanti sulle aree più esposte che sarebbero soprattutto le regioni tirreniche tutte, dalla Toscana alla Calabria, e le relative aree appenniniche, e più esposti anche i settori alpini, soprattutto centro-occidentali. Tra il 24 e il 25 e poi nel finale del mese, potrebbero farsi più insidiose anche le correnti nord-occidentali relativamente più fredde, quindi con ritorno di rischio di locali nevicate a quote medio-basse. La redazione di MeteoWeb continuerà a monitorare l’evoluzione del tempo nel medio-lungo periodo, apportando quotidiani aggiornamenti.
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