Questa mattina riunione tra Conte e i capidelegazione, nuovo Dpcm in arrivo: le anticipazioni

E' stata convocata per questa mattina una riunione per fare un punto sull'emergenza Covid e porre le basi per le direttive del nuovo Dpcm

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Una riunione tra il premiere Giuseppe Conte e i capidelegazione della maggioranza, a quanto si apprende da fonti di governo, è stata convocata per questa mattina per fare un punto sull’emergenza Covid e porre le basi per le nuove direttive, in vista della scadenza delle misure restrittive messe in campo per le festività. Alla riunione partecipa anche il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Alla riunione partecipano anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. 

L’Italia a colori e i tanti dubbi per la ripresa

Oggi tutte le regioni in rosso, domani in arancione, poi ancora in rosso il 5 e 6 gennaio, e da giovedì 7 si tornerà al sistema a fasce. Tra pochi giorni il Paese uscira’ dalla grande zona rossa delle festivita’ natalizie e di fine anno. La previsione era che le regioni ripartissero da dove erano rimaste, quindi tutte in fascia gialla, compreso l’Abruzzo che si trovava nella fascia arancione. Gli ultimi dati, pero’ – con l’Rt in crescita e il tasso di positivita’ in costante aumento arrivato sabato al 17,6% – gettano piu’ di un’ombra sulle riaperture al pubblico di negozi, bar e ristoranti, e di un ritorno verso una normale quotidianita’ dei cittadini. In base ai dati di mercoledì scorso finirebbero subito in zona arancione almeno tre Regioni (Calabria Liguria e Veneto) – e proiettate verso il rosso nei monitoraggi successivi – altre tre sarebbero in bilico perché superano l’1, ma non nell’estremo più basso della forchetta (Basilicata, Lombardia e Puglia) e altre tre sarebbero passibile di restrizioni in base ai dati della prossima settimana, già ballando di pochissimo sotto la soglia di 1 (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche). Resterebbero dunque chiusi bar e ristoranti, oltre ad essere banditi i movimenti intercomunali.

In base alle attuali norme del Dpcm, oggi la zona arancione parte da 1,25, quella rossa da 1,5, quindi tutta l’Italia dal 7 sarebbe gialla perchè non c’è nessuno sopra 1,25. Però stanno pensando di abbassare le soglie rispettivamente a 1 e 1,25 (calando dunque di 0,25).

La decisione del governo dovrebbe arrivare entro l’Epifania, sulla base del nuovo rapporto che sara’ presentato dall’Istituto superiore di sanita’. I numeri dei contagi degli ultimi giorni, pero’, hanno fatto scattare un nuovo campanello di allarme.

E per quanto riguarda la scuola nelle ultime ore e’ tornata in primo piano la discussione, con posizioni diverse, sulla riapertura dal 7 gennaio, con la presenza degli studenti al 50%, la riduzione della durata delle lezioni, gli ingressi scaglionati, il potenziamento del trasporto pubblico locale. Dubbi e critiche sulla riapertura delle scuole, in particolare, arrivano da presidi e insegnanti, ma anche dai presidenti delle Regioni Veneto e Campania, Luca Zaia e Vincenzo De Luca, e dall’assessore alla Sanita’ del Lazio, Alessio D’Amato. E proprio in merito al ritorno sui banchi degli studenti delle scuole superiori, oltre che dei ragazzi dell’ultimo anno delle scuole medie, il prossimo 7 gennaio, si registra anche la presa di posizione del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. “Io credo – sottolinea – che sarebbe giusto che il Governo nelle prossime ore ci ri-convocasse e insieme prendessimo una decisione in maniera molto laica. Se c’e’ preoccupazione diffusa nel Paese che questo possa comportare ancora un rischio alla luce dei numeri che ci sono – aggiunge – ci si ritrovi, se ne discuta, cosi’ capiamo anche il Governo cosa ritiene. Io credo che nelle prossime ore bisognera’ decidere. Noi come Emilia-Romagna, saremmo pronti al ritorno al 75%, e siamo favorevoli come Regione, perche’ a nostro parere gli studenti delle scuole superiori di questo paese stanno pagando un prezzo altissimo, ma condivido le preoccupazioni dei miei colleghi“.

Per quanto riguarda gli impianti sciistici, sabato sera il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ordinanza con cui si differisce la riapertura al 18 gennaio. Nei giorni scorsi, erano state proprio le Regioni e le Province autonome a chiedere un rinvio della riapertura in vista di un allineamento delle linee guida al parere espresso dal Comitato tecnico scientifico: “Il Governo – commentano ora – ha finalmente ascoltato le Regioni e le Province autonome: siamo soddisfatti della decisione del ministro Speranza”.

Quel che è certo e che si stanno valutando queste modifiche per abbassare le soglie, ma se si riterrà opportuno non modificare ‘calcando troppo la mano’, in base ai dati attuali, tutt’Italia a dal 7 sarà zona gialla.