In riferimento al record di vaccinazioni contro SARS-CoV-2 registrato nel Lazio, l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato fa chiarezza: “Non è mia intenzione polemizzare con l’assessore lombardo Giulio Gallera, ma nel Lazio le ferie dei medici non costituiscono un problema. Perché da noi si lavora 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. È così ormai dal 29 gennaio scorso, quando ricoverammo i primi pazienti in Italia, la coppia di cinesi in vacanza nel nostro Paese“.
In un’intervista a La Stampa l’assessore ha precisato che il Lazio conta quasi 23mila vaccinati, grazie al fatto che “non abbiamo sprecato neppure un minuto. Per questo motivo siamo la prima regione d’Italia per quanto concerne il numero di vaccini anti coronavirus. E lo vorrei ricordare anche all’europarlamentare leghista Angelo Ciocca, secondo il quale la distribuzione delle fiale sarebbe dovuta essere fatta su base economica territoriale, privilegiando la Lombardia perché ‘se si ammala un lombardo vale di più anche perché un imprenditore lombardo paga più tasse di un cittadino laziale’. Direi proprio che abbiamo sfatato questo mito, perché la Lombardia, all’opposto di noi, è il fanalino di coda nel piano vaccinazione“.
“Mi auguro che il commissario Arcuri, quando verrà stabilita la distribuzione della seconda tranche del vaccino, consideri che forse a noi ne dovrebbero dare di più. I vaccini non devono rimanere nel freezer,” prosegue D’Amato. “Nei prossimi mesi metteremo in campo tutte le forze disponibili: il vaccino verrà somministrato da 4.500 operatori sanitari, tra medici e infermieri, e 1.500 farmacisti. Attualmente operiamo in 20 hub regionali che provvedono allo stoccaggio e alla somministrazione e in 60 sedi in ambito ospedaliero per la sola somministrazione. Abbiamo 200 operatori mobili che vaccinano gli ospiti delle Rsa e poi raggiungeranno a domicilio gli ultra ottantenni“.
Il piano nel Lazio sarà ultimato “entro l’estate – conclude D’Amato -. L’obiettivo è quello di raggiungere un’immunità di gregge vaccinando il 75 per cento della popolazione, ovvero 4 milioni di laziali. Subito dopo il personale sanitario si procederà a vaccinare gli ultra ottantenni, che nel Lazio sono 179 mila, fino all’ultima categoria delle persone di età compresa tra i 40 ei 59 anni. Procederemo alla convocazione attraverso call center, social media, App telefoniche“.
