SARS-CoV-2, Fontana: “Dpcm astrusi, basta zone a colori. Ogni settimana chiusure insensate”

"Lavoriamo insieme per fare in modo che, attraverso regole certe e controlli efficaci, venga superato questo sistema delle zone 'a colori'": la proposta di Fontana

La suddivisione dell’Italia in fasce colorate a seconda del rischio legato alla pandemia di SARS-CoV-2 è stata presentata come la strategia per evitare il lockdown nazionale. Ma da novembre, quando è stata introdotta per la prima volta, questa strategia ha suscitato molte polemiche per le scelte che hanno coinvolto le varie regioni e ora il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana, comunica l’intenzione di chiedere delle modifiche.

In attesa che il Tar del Lazio si pronunci sul tardivo passaggio della Lombardia in zona arancione e confermi, come ne sono certo, le nostre ragioni, rilancio al sindaco di Milano, Beppe Sala – che oggi in termini generali si lamenta per l’incertezza dei dati – la proposta che intendo condividere con le Regioni“, scrive Fontana su Facebook. “Una proposta – aggiunge – che, mi auguro, trovi anche l’adesione dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia, a partire dai sindaci delle grandi città. Proponiamo insieme, in tempi rapidi, di modificare le attuali determinazioni in capo a Dpcm che confermo essere astrusi e incomprensibili. Lavoriamo insieme per fare in modo che, attraverso regole certe e controlli efficaci, venga superato questo sistema delle zone ‘a colori’ che ogni settimana produce chiusure insensate e incomprensibili per la stragrande maggioranza dei cittadini e aperture sempre soggette a revisioni successive. Abbiamo bisogno di un sistema più stabile che sia chiaro sui comportamenti consentiti, con regole certe che consentano a cittadini e attività di programmare la propria vita in sicurezza. Sindaco Sala, se ci sei batti un colpo! E dichiara pubblicamente che sosterrai la proposta che la Lombardia intende sottoporre a quello che sarà il nuovo Governo”.