SARS-CoV-2, la Germania sarà la prima in Europa ad usare gli anticorpi monoclonali. Bassetti: “Italia ferma al bando per lo studio, ennesima occasione persa”

Bassetti sugli anticorpi monoclonali: “Vedere che la Germania ha deciso di acquistare gli anticorpi monoclonali e che l'Italia è ancora ferma al bando per lo studio, non fa onore alla medicina italiana"

Oltre ai vaccini, contro la pandemia da SARS-CoV-2 c’è anche un’altra arma a disposizione dei Paesi: gli anticorpi monoclonali, la cura che ha fatto guarire Donald Trump in pochi giorni. In Europa, sarà la Germania la prima ad utilizzare questa cura sperimentale, approvata, tra gli altri, dagli Stati Uniti. Berlino, infatti, si è assicurata 200.000 dosi per una spesa di 400 milioni di euro. Il cocktail di anticorpi sara’ utilizzato negli ospedali universitari tedeschi a partire dalla prossima settimana. La cura sembra funzionare soprattutto sui pazienti allo stadio iniziale della malattia ed eviterebbe le complicazioni gravi.

Anche l’Italia sta esplorando questa possibilita’ terapeutica ma è ancora molto indietro. Venerdi’ l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato un bando per lo studio clinico di questa cura. I tempi non si preannunciano brevi: lo studio dovra’ durare non piu’ di un anno e le proposte dovranno essere inviate entro il primo febbraio. Allo stato attuale, sono numerosi i progetti in corso: uno di questi e’ portato avanti dalla Toscana Life Sciences.

Sulla situazione dell’Italia riguardo gli anticorpi monoclonali, si è espresso Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria. In un post su Facebook, Bassetti ha scritto: “Vedere che la Germania ha deciso di acquistare gli anticorpi monoclonali e che l’Italia è ancora ferma al bando per lo studio, non fa onore alla medicina italiana. Nonostante l’impegno di Giorgio Palù che ha cercato di spingere per accelerare la sperimentazione, ad oggi se io ne avessi bisogno per un mio paziente, non li potrei utilizzare. Ma noi li possiamo usare anche se sono prodotti proprio a Latina? NO. Potevamo essere il primo paese in Europa a usarli e sperimentarli e invece qualcuno ha deciso di ignorare la strada dei monoclonali. Chi lo ha fatto ha sbagliato e dovrebbe assumersene la responsabilità facendo un passo indietro. Chi è stato l’esperto o gli esperti che hanno preso questa decisione o hanno fatto prendere questa decisione? Anche in questo caso non si sono ascoltati i numerosi medici e ricercatori che chiedevano da tempo di poterli utilizzare. Un’altra occasione persa. L’ennesima”.

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