Da lunedì la Lombardia torna in zona gialla, dopo una settimana in zona rossa e una in arancione.
“Sembrava che si dovesse partire da zero e aspettare 14 giorni. Evidentemente, però, la valutazione complessiva della situazione ha prevalso“, ha commentato alla ‘Dire’ Fabrizio Pregliasco, membro del Comitato tecnico scientifico regionale e direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano. Per il virologo l’evoluzione dell’epidemia in Lombardia è in miglioramento, “ma c’è comunque un dato giornaliero che inquieta: quello della mortalità“: è proprio questo dato, secondo Pregliasco, che potrebbe indicare una sottostima dei casi reali: “E’ vero che la mortalità e’ l’ultimo indicatore a diminuire, ma se rimane così alta vuol dire che la situazione complessiva continua a essere importante“. Proprio per questo motivo “bisogna continuare ad aumentare la capacità di fare tamponi e non abbassare la guardia. Rimaniamo in attesa“, conclude prudente.
Galli (Sacco): “Che il cielo ce la mandi buona”
“Che il cielo ce la mandi buona“: questo il commento del direttore responsabile del dipartimento di malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, sentito dalla ‘Dire’ sulla zona gialla lombarda.
E’ possibile passare da zona rossa a gialla nel giro di due settimane? “Se i numeri su cui calcoli la zona rossa o la zona gialla sono sbagliati, questo tira e molla non mi stupisce“, afferma l’infettivologo, che però avverte: “Non sta andando particolarmente male però ancora non così decisamente bene, c’è sempre da fare un distinguo tra il perseguimento dell’obiettivo e l’applicazione piuttosto scolastica dei conti. Siamo oltretutto in momento in cui anche la vaccinazione batte la fiacca, perché ogni giorno se ne sente una…“
