Le condizioni dell’inverno rappresentano un rischio per la salute ogni anno, anche in assenza di pandemia, e quest’anno, proprio a causa dell’emergenza sanitaria globale, gli effetti possono essere anche peggiori. Mentre la ricerca sul ruolo delle condizioni meteo nella diffusione del Covid-19, la malattia provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, si espande, un nuovo studio suggerisce che comprendere il fattore della luce solare è fondamentale per affinare le strategie di contrasto alla pandemia. La stagionalità del virus rimane un importante pezzo da mettere insieme nel puzzle della pandemia, poiché l’effetto stagionale potrebbe aiutare a comprendere meglio i pattern di diffusione del virus e dare importanti informazioni sulle risposte sanitarie, tra cui i vaccini.

Per giungere a questi risultati, i ricercatori della Harvard John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences hanno utilizzato i dati ambientali per analizzare come i casi totali rispondevano a periodi di radiazione UV particolarmente forte, soprattutto nelle due settimane seguenti al periodo analizzato. “Seguendo questo shock UV, vediamo questo calo nei casi, ma non sappiamo cosa lo provochi. Potrebbe essere che il virus viene disattivato dalla luce ultravioletta, il che suggerirebbe che qualcosa come sterilizzare utilizzando lampade UV potrebbe essere benefico”, spiega Jonathan Proctor, tra gli autori coinvolti nello studio.
Dopo aver raggiunto il minimo di luce solare nell’emisfero settentrionale nel giorno del solstizio d’inverno del 21 dicembre, i giorni con una maggiore luce solare sono solo a due mesi di distanza. Il punto di aumento più rapido nell’intensità del sole, così come nella durata del giorno, inizia intorno al momento dell’equinozio di primavera, che nel 2021 si verifica il 20 marzo.
“Essenzialmente, quello che abbiamo scoperto è che la radiazione UV aveva il segnale più forte e notevole” tra i vari fattori ambientali “e quello che abbiamo scoperto è che dopo una giornata di sole, si vedono tassi di crescita ridotti nelle due settimane e mezzo seguenti”, afferma Proctor.
In ogni caso, l’esperto sottolinea che aspettare il ritorno di una maggiore luce solare, da sola, non sarà una buona pratica di mitigazione. Le semplici pratiche igieniche che le autorità sanitarie ci ripetono da ormai un anno rimangono le prime armi con cui combattere questa pandemia, soprattutto nei mesi invernali quando l’ambiente non aiuta. “Il COVID è davvero difficile e semplice allo stesso tempo. Bisogna continuare a fare le cose essenziali. Indossare la mascherina. Se bisogna incontrare qualcuno, meglio farlo all’aperto”, conclude Proctor.
