Secondo Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, il vaccino cinese potrebbe diventare un ulteriore candidato vaccino in UE: “E’ probabile che anche il vaccino cinese (Sinovac) verrà sottoposto a giudizio europeo,” ha chiarito, a 24Mattino su Radio 24. Naturalmente “occorrerà vedere se i dati rispondono al rigore richiesto” ma “una volta valutati gli studi, potrebbe diventare un ulteriore candidato.”
“Se così fosse – ha aggiunto Magrini – sarebbe un interessante meccanismo” per Cina ed Europa. “Significa che cadono muri e barriere, che e la ricerca e la produzione è davvero globale come di fatto già è, ad esempio per gli antibiotici. Quindi ben venga questa competizione“.
Per quanto riguarda invece il vaccino Pfizer, Magrini ha spiegato: “Ci siamo accorti quasi subito, appena arrivato il flacone, che le dosi disponibili erano 6 e in alcuni casi, con la massima precisione, anche 7. Quindi, nell’arco di una settimana o due, tutte le agenzie regolatorie hanno detto che era possibile tranquillamente fare 6 dosi, come poi certificato anche dall’Agenzia Europea dei Medicinali. Si è così passati dal flacone da 5 a quello da 6, ma effettivamente con siringhe di precisione si possono ottenere anche 7 dosi“.
In Italia, ha precisato il dg di Aifa, “siamo ora settati su 6 dosi“. “L’organizzazione distributiva e logistica della struttura commissariale ha deciso così perché 7 vorrebbe dire non commettere nessun errore, mentre un minimo di distrazione ci può essere nel prelievo della dose dal flacone“. Quanto alle siringhe, ha concluso il dg Aifa a 24Mattino su Radio 24, “in Italia, abbiamo quelle di precisione di alta qualità, che si chiamano Luer-lock che garantiscono anche la doppia sicurezza che non si stacchi mai l’ago“.


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