Terminano oggi le due settimane di quarantena del team di esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità inviato in Cina: può quindi iniziare a Wuhan il lavoro sulle origini della pandemia di SARS-CoV-2, all’indomani delle richieste USA di un’indagine internazionale “solida e chiara“, come riferito dalla portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki.
Il gruppo di esperti, arrivato il 14 gennaio nel capoluogo di Hubei, dove il virus è stato rilevato ufficialmente per la prima volta alla fine del 2019, ha lasciato il Covid Hotel indossando le mascherine a bordo di un autobus.
Il team, che ha lavorato finora in videoconferenza, è guidato da Peter Ben Embarek, il massimo esperto dell’OMS sulle malattie trasmesse dagli animali, e dovrebbe fermarsi in Cina per altre 2 settimane.
L’indagine OMS avrebbe dovuto avere inizio nei primi giorni di gennaio, ma un ritardo dell’ultimo minuto sui visti in Cina ha bloccato a sorpresa i programmi, tanto da costringere il direttore generale OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, a lanciare una rarissima critica, dicendosi “molto deluso” per gli sviluppi degli eventi. L’OMS ha insistito sul fatto che l’indagine non stava cercando “qualcuno da incolpare“, confermando la delicatezza dell’operazione.


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