Il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, è intervenuto contro l’allarmismo sulle nuove varianti di SARS-CoV-2: “Ci sarebbe da scrivere sulle nuove varianti di SARS-CoV-2, di quello che sappiamo sulla loro origine, sull’abilità di trasmettersi più rapidamente, e/o sul rischio che siano resistenti a vaccini ed anticorpi monoclonali. Ci sarebbe da parlare di quelle note, come l’inglesi e la sudafricana, e di quelle che impazzano sui media (tipo la “variante francese”) anche se al momento non si sa nemmeno come sono fatte, o se esistono davvero. Come ci sarebbe da discutere sul perché, ora che è cruciale vaccinare quante più persone possibile il più presto possibile, si scateni questo tam-tam mediatico che sembra fatto apposta per minare alla radice la fiducia del popolo nei vaccini quando non c’è per ora alcun dato che indichi una “resistenza” di queste nuove varianti. Viene quasi da pensare che anti-vaccinismo e catastrofismo abbiano deciso di unire le forze per impedirci di vincere – attraverso la scienza – la battaglia per sconfiggere COVID e tornare alla normalità“.
Nel post pubblicato su Facebook, Silvestri afferma: “Ci sarebbe da scrivere, ed in parte l’ho già fatto — e se avrò tempo ed energie cercherò di farlo in modo ancora più esteso ed articolato. Ma non nascondo la mia stanchezza e delusione nel vedere quanto la battaglia contro la pandemia sia contaminata, a livello politico e mediatico, in Italia come altrove, da considerazioni ed obiettivi di tipo partitico e/o personale, legati in un modo o nell’altro alla conquista e gestione del potere, e che nulla hanno a vedere con la scienza e la medicina – quella scienza e medicina che invece tantissimi di noi cerchiamo faticosamente, giorno dopo giorno, di proteggere e promuovere“.
Il virologo parla anche della “cricca no–anticorpi“: “Ci sarebbe poi da scrivere sugli anticorpi, dopo che JAMA ha pubblicato ieri il follow-up dei dati su LY-CoV555, l’anticorpo che provai portare in Italia in ottobre, scontrandomi con opposizioni dai contorni poco chiari, ed ora finalmente approvato da AIFA, per fare sostanzialmente la stessa cosa ma con tre mesi di ritardo. La citazione in fondo a questo messaggio viene dall’editoriale di accompagnamento (rischio di ricovero del 5.8% nei pazienti che hanno ricevuto il placebo e del 1.0% nei pazienti che hanno ricevuto la dose da noi proposta di 700 mg – poi i numeri sono piccoli, ovviamente, e ci vogliono più dati, ma negare che questo sia un risultato iniziale promettente è semplicemente assurdo). Eppure si sta già scatenando sui social la cricca no-anticorpi (simile nei metodi a quella no-vaxx, ma con riferimenti politici ovviamente diversi) per trasformare questi dati in evidenza che gli anticorpi non funzionano o sono pieni di nanoparticelle“.
Infine, Silvestri conclude con una nota di ottimismo: “Noi nonostante tutto andiamo avanti, cari amici, verso la vittoria finale, sempre guidati dalla scienza e senza farci distrarre da questi “inconvenienti”. Per questo preferisco pensare agli oltre 15 milioni di persone già vaccinate qui negli USA, pochi, anzi pochissimi per i miei gusti, ma ognuno di questi rappresenta una fiammella accesa sulla strada verso l’uscita definitiva dal tunnel della pandemia“.


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