Sars-Cov2, Bassetti: “La variante sudafricana è la più contagiosa, ma i vaccini funzionano”

I vaccini funzionano bene anche contro le varianti: per Matteo Bassetti aprire anche al vaccino russo è la soluzione per arrivare presto all'immunità

In era di Covid la nuova fobia sono diventate le varianti. Da quando la scienza ha comunicato al mondo che esistono delle varianti del coronavirus, sembra sia arrivato un ‘nuovo nemico in città’. Ma fondamentalmente il nemico è sempre lo stesso,  e il fatto che i virus subiscano mutazioni generando varianti è cosa arcinota per gli addetti ai lavori. E’ altrettanto vero che le varianti possono a volte diventare più pericolose del virus ‘originale’, ma ciò non significa che questo debba farci cadere in disperazione, soprattutto visto che con i vaccini il problema è in via di risoluzione, sebbene la strada sia ancora lunga e tortuosa.

“Le varianti fanno parte del modo del virus di resistere e quindi mutare. Oggi abbiamo numerose varianti, ma le tre più note sono: inglese, sudafricana e brasiliana, tutte molto più contagiose. La sudafricana per esempio si concentra maggiormente nella saliva e per questo risulta più contagiosa. I vaccini funzionano anche sulle varianti, come dimostra il caso di Israele, dove l’immunizzazione di gran parte della popolazione ha fatto calare la curva del contagio”, spiega l’infettivologo Matteo Bassetti in un post su Facebook.

Anche il Regno Unito ha visto un 35% di decremento nei contagi a fronte delle vaccinazioni del 10 % della popolazione.
Sto vedendo una profonda rassegnazione sulla vaccinazione, cerchiamo di non farci sopraffare da questa rassegnazione, dobbiamo restare ottimisti – prosegue Bassetti -. Rimango convinto che potrebbe essere utile aprire al vaccino russo dopo averlo attentamente valutato da parte degli enti preposti per sicurezza ed efficacia. Abbiamo bisogno di più vaccini. Anziché denunciare chi li produce bisognerebbe trovare il modo di averne di più e di diversi. Più potere alla scienza e agli esperti e meno alla politica nella gestione della pandemia e della campagna vaccinale“, conclude l’infettivologo ligure alludendo alla polemica tra i governi europei e Astrazeneca.