Il Governo resta fermo sulla volontà di far tornare gli studenti sui banchi di scuola il 7 gennaio, dopo il lungo stop a causa dell’emergenza coronavirus. Ma non tutte le regioni sono d’accordo, tanto che sono già arrivati annunci di riaperture posticipate o di ritorni graduali in aula. Insomma, le regioni vanno in ordine sparso. Ecco quello che si sa finora sulle decisioni prese all’interno dei vari territori regionali.
Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche
Queste tre regioni hanno annunciato che le scuole superiori resteranno chiuse e dunque in didattica a distanza fino al 31 gennaio. “La scuola – ragiona Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) – deve rappresentare una priorita’, ma la si tutela se si comincia e si finisce l’anno scolastico in presenza, non se si fanno ‘stop and go’ continui”. “Non mi sorprende che la ministra Azzolina si batta per la riapertura – dice il governatore del Veneto Luca Zaia – ma in questo momento non e’ prudente. La situazione sta degenerando e bisogna rispondere con misure ad hoc”. Il presidente Francesco Acquaroli (Marche) emanera’ domani, martedi’ 5, un’ordinanza che formalizza la decisione, “assunta allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus e garantire il piu’ possibile la salute e la sicurezza dei cittadini e la tenuta delle strutture ospedaliere”.
Campania
In Campania le scuole riapriranno lunedi’ 11 gennaio, ma torneranno in classe solo gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. A partire dal 18 gennaio sara’ valutata dal punto di vista epidemiologico la possibilita’ del ritorno in presenza per l’intera scuola elementare e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.
Toscana
La Toscana sicuramente partira’ il 7 gennaio. “Saremo minoritari ma siamo convinti che il rapporto con gli insegnanti e tra studenti sia essenziale, quindi, anche complice il fatto che con i dati ce lo possiamo permettere, in Toscana il 7 gennaio si riparte con le scuole secondarie superiori“, annunciano il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore all’Istruzione Alessandra Nardini.
Sicilia
Anche in Sicilia la scuola si prepara per la riapertura il 7 o l’8 gennaio, con le superiori eventualmente al 50% fino al 18 gennaio, quando, se la curva epidemiologica lo permettera’, la percentuale salira’ al 75%.
Sardegna
In Sardegna e’ stata messa a punto una nuova mappa per il ritorno a scuola il 7 gennaio: orari flessibili, piu’ mezzi di trasporto e piu’ controlli, anche con l’aiuto dei volontari, per evitare ressa davanti ai cancelli. Domani la decisione finale sulla riapertura.
Ci sono poi regioni che non hanno ancora preso decisioni, ma il cui orientamento non sembra indirizzato verso un ritorno in aula il 7 gennaio. È il caso della Liguria, con il presidente Giovanni Toti che sostiene che “sarebbe insensato mandare a scuola i nostri ragazzi giovedi’ e venerdi’ per poi chiudere di nuovo lunedi’ nel caso dovessimo avere di nuovo parametri negativi“. Anche nel Lazio si prende in considerazione l’ipotesi di spostare la data di apertura delle scuole superiori all’11 o al 18 gennaio, ma non sono ancora state prese decisioni definitive. Anche in Puglia non e’ escluso un rinvio delle lezioni in presenza. La Lombardia si dice pronta alla riapertura delle scuole pero’, spiegano dalla Regione, il buon senso impone di capire cosa succedera’ nei prossimi giorni.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?