La fine di A-68a: l’iceberg più grande del mondo si è disintegrato in un grande “alfabeto” di ghiaccio in Antartide [FOTO]

Da A-68b per finire con A-68P, sono i nomi degli iceberg minori prodotti dalle fratture di A-68a, fino a poche settimane fa l'iceberg più grande del mondo

  • Credit: NASA Earth Observatory
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  • MOD/CROWN COPYRIGHT
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  • Credit: National Oceanography Centre
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Il settore settentrionale dell’oceano dell’Antartide si è trasformato in un grande “alfabeto” di iceberg spezzati, secondo quanto dimostrano le immagini satellitari dell’Earth Observatory della NASA. In una foto dello scorso 11 febbraio, si vedevano 11 iceberg ruotare intorno alla remota isola della South Georgia, circa 1.500km a nord-est della Penisola Antartica. Ciascun pezzo di ghiaccio costituiva A-68a, quello che fino a poche settimane fa era l’iceberg più grande del mondo. A-68a ha mantenuto questo titolo per oltre 3 anni, prima di iniziare a frammentarsi in decine di pezzi. Ora ogni pezzo del “puzzle” ha il suo nome, ad iniziare da A-68b per finire con A-68P (vedi foto della gallery scorrevole in alto).

A68a si era staccato dalla piattaforma Larsen-C dell’Antartide il 12 luglio del 2017: all’epoca, misurava oltre 6.000km². Nonostante la sua impressionante area, l’icerbeg era incredibilmente sottile ed ha iniziato a spezzarsi in grandi pezzi di ghiaccio ad aprile 2020. A68a è ancora il segmento più grande, ma ora misura meno di 800km².

A fine 2020, il gigante di ghiaccio sembrava essere in rotta di collisione con la South Georgia. I ricercatori temevano che l’iceberg si sarebbe arenato vicino all’isola, spezzando le rotte per la ricerca di cibo di migliaia di foche, pinguini e altri animali dell’isola e alterando il suo ecosistema, portando potenzialmente al disastro ecologico. Ma poi A-68a ha cambiato rotta e ha iniziato ad andare alla deriva intorno all’isola, prima di spezzarsi in decine di frammenti. Al momento, dunque, la minaccia per l’ecosistema dell’isola non esiste.

I ricercatori britannici, tuttavia, sono desiderosi di studiare il suo potenziale impatto sull’acqua marina intorno all’isola. Due sommergibili robotici studieranno la temperatura, la salinità e la limpidezza dell’acqua intorno ai resti dell’iceberg e degli altri frammenti per diversi mesi.