“Addio ai ghiacci, rapporto dall’Artico”: il libro di Peter Wadhams, la spirale dei feedback e la geoingegneria

"Addio ai ghiacci, rapporto dall'Artico": il libro-denuncia di Peter Wadhams che racconta il dramma dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale con aneddoti inediti e storie mozzafiato

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Addio ai ghiacci, rapporto dall’Artico” di Peter Wadhams (Saggi tascabili Bollati Boringhieri, 286 pagine, 14,00€) è un interessantissimo volume climatologico e scientifico pubblicato in originale da Penguin Books a Londra nel 2016 con il titolo “A farewell to ice“, aggiornato con una nuova edizione nel 2019. Tradotto in italiano per Bollati Boringhieri da Maria Pia Casarini, è uscito nel 2017 e nel 2019 con la nuova edizione. Si tratta di un rapporto-denuncia molto appassionante con cui Peter Wadhams, uno dei più grandi esperti di ghiacci marini del mondo, racconta l’attuale situazione climatica raccontando aneddoti inediti della sua vita di ricercatore a bordo delle navi di studio scientifico nei due poli e in modo particolare nell’Artico

Wadhams ha 73 anni, è britannico e ha diretto lo Scott Polar Research Institute di Cambridge dal 1987 al 1992. E’ stato docente di Fisica degli oceani e a capo del Polar Oceans Physics Group nel Dipartimento di Matematica applicata e Fisica teorica (DAMTP) dell’Università di Cambridge dal 1992 al 2015. Grandissimo esperto di oceanografia polare, iceberg, metano offshore e cambiamenti climatici, Wadhams ha condotto oltre 50 spedizioni di ricerca polari di cui sei viaggi in sottomarino al Polo Nord, compresa quella in cui ha rischiato di morire a causa di un incidente di cui ha raccontato anche il suo stato interiore:

“Mi aspettavo di morire nel giro di pochi secondi – di solito le esplosioni all’interno di un sottomarino significano la sua fine – e tutti ci eravamo messi le maschere a ossigeno e attendevamo i nostri ultimi momenti. Eppure mi sentivo assolutamente calmo. Ero talmente terrorizzato da non provare nemmeno panico. Mi ero messo la maschera, mi ero seduto nello scomparto e attendevo la morte. Credo che la mia frequenza cardiaca non fosse nemmeno aumentata. È stato il momento in cui sono stato più vicino alla morte nella regione artica e, stranamente, la cosa non mi preoccupava”.

Sotto il profilo scientifico, il libro è un appassionante viaggio nella storia del clima del pianeta e in modo particolare dei due Poli, con un focus sui più grandi esploratori e sull’affascinante storia della ricerca scientifica sui ghiacci polari. Wadhams ripercorre le varie tappe del clima e accusa l’IPCC di attenuare l’entità e la gravità del cambiamento globale in atto, puntando il dito sulla politica responsabile di eccessivo immobilismo di fronte a quello che considera un dramma ormai quasi irreversibile che condurrà alla fine dell’umanità. L’autore, infatti, si focalizza su una serie di feedback negativi che potrebbero innescare una serie di spirali drammatiche a causa dello scioglimento dei ghiacci artici, e individua nell’implementazione e utilizzo di nuove tecnologie per catturare i gas serra dall’atmosfera l’unica soluzione per fermare il disastro, perchè è comunque ormai troppo tardi per limitare e azzerare le emissioni rispetto ai meccanismi già innescati dalle attività umane. La geoingegneria e una serie di soluzioni tecnologiche ultra-innovative per la cattura dei gas serra già sperimentati, negli ultimi anni, negli USA, in Canada ma anche in Italia e in Svizzera, vengono illustrati come la più efficace soluzione per invertire la rotta di quello che Wadhams considera senza giri di parole un “disastro climatico senza ombra di dubbio provocato dall’uomo“.

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